LA CRISI, L’OCCUPAZIONE, LE TUTELE, L’ACCORDO SEPARATO SULLE REGOLE CONTRATTUALI

Ciao a tutti. Questo blog è stato messo in piedi per dare la parola a tutti coloro che lo desiderano, sui temi che vi sono stati proposti nella pagina precedente o che saranno via via posti alla vostra attenzione. Coloro che vogliono intervenire possono portare il loro contributo e manifestare il loro libero pensiero. Resta inteso che è necessario attenersi alle buone regole di comportamento oltre che naturalmente alle norme di legge, mantenere un tono pacato, evitare insulti, rispettare, in uno spirito di dialogo e solidarietà, ogni sentimento politico, sociale e religioso. I contributi in contrasto con questi principi non verranno pubblicati. Vi invitiamo, quindi, a stare nel tema proposto e ad essere per quanto possibile brevi. I vostri contributi saranno letti da un gruppo di moderatori i quali, ai fini di un ordinato e rapido accesso al blog, potranno in caso di messaggi simili pubblicare una sintesi di essi. Prima di inviare un messaggio vi invitiamo inoltre a prendere visione della documentazione allegata per conoscere in modo approfondito i temi trattati.
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 I vostri contributi
30/03/2009 11.54.00
8 risposte
Ultima: 20/11/2009 18.05.22

  FUTURO SI, INDIETRO NO

GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA AL CIRCO MASSIMO, SABATO 4 APRILE 2009.

Conclude GUGLIELMO EPIFANI.

Giù le mani da salari, pensioni, libertà e diritti. insieme per costruire un futuro diveso, più democratico, più giusto e solidale.

CON LA CGIL PER UN'ITALIA CHE NON TORNI INDIETRO.

E tu, ci sei?



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21/03/2009 19.25.00
4 risposte
Ultima: 07/05/2009 18.04.16

  Cassa integrazione: la realtà è peggio dell'immaginazione

La realtà è peggio della immaginazione, così si presenta l’aumento disastroso della CIG nel mese di Febbraio.Sono oltre 483.000 mila i lavoratori coinvolti in questi due mesi dai processi di Cig, nei settori industria, commercio e edilizia, ai quali vanno aggiunti i lavoratori interessati dalla Cig in deroga, stimabili in non meno di 80 mila unità. In rapporto alle ore perse di lavoro, è come se l’occupazione si fosse ridotta di oltre 212.000 lavoratori, nei soli due mesi del 2009. La CIG, con oltre il 201,63% su febbraio 2008, fa registrare un volume di 38.754.180 mil. di ore.Nei primi due mesi del 2009 si sono accumulate ore di Cig per 65.776.795, + 155,53% sullo stesso periodo del 2008, ed è già oltre il 33% di quanto maturato in tutto il 2008. L’aumento nei settori di attività è per tutti negativo e con aumenti, in qualche caso, che sfiorano il 300%. Percentuali elevatissime anche in settori con forte occupazione, come il meccanico, +254,89% In cinque settori si supera l’aumento del 200%. Cresce sia la cassa integrazione ordinaria, +443,26%, e raggiunge i 43.260.619 mil. di ore, cresce la cassa integrazione straordinaria, +26,65% con 22.516.176 mil. di ore. Sulla Cigo (cassa integrazione guadagni ordinaria) si registrano percentuali da profonda recessione. Le peggiori situazioni le troviamo nel settore metalmeccanico +782,97%, nel metallurgico +768,81%, nel chimico +592,38%, nei trasporti e comunicazioni +851,48%. Più contenuti gli aumenti nella Cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria) ma sempre su percentuali di aumento, come media del 60%, e con alcuni settori oltre il 100%, trasporti e comunicazione, carta e poligrafici, estrazioni minerali. Questa situazione impatta nelle Regioni in modo omogeneo, nel senso che è un disastro dappertutto. Qualche calo nella Cigs non compensa l’aumento della Cigo, pertanto le percentuali di aumento sono quasi tutte di tre cifre, ovvero sopra il 100%. Particolarmente grave è l’aumento in Piemonte+272,99%, in Lombardia +263,20%, nel Trentino +276,89%, in Umbria +999,32%, nelle Marche +299,32%, negli Abruzzi +293,04%, nel Molise +538,96%, in Basilicata +552,07%. Ci sono altre Regioni che hanno percentuali di aumento più contenuto, ma volumi di ore già in precedenza alti e che restano tali, queste, sono la testimonianza di una crisi solo iniziata prima che in altre regioni, come nel caso della Campania, del Lazio o del Veneto. Aumentano anche i decreti di Cigs emanati dal Ministero del Lavoro, in questi due mesi sono aumentati del 19,86% sul 2008. Nei decreti aumenta il peso delle richieste per crisi aziendale, ma c’è una novità in positivo, nella tragedia, ovvero che aumentano anche i decreti che prevedono contratti di solidarietà, + 43,75% ma restano solo il 13,86% del totale dei decreti. Questa realtà è un indice, che tra i lavoratori vi è una ricerca e una disponibilità di solidarietà. Disponibilità che non trova adeguatamente riscontro ne, nel Governo, ne nei soggetti economicamente forti di questo Paese. Questa situazione proietta un quadro economico e sociale, in netto peggioramento. Il Paese sta entrando in una fase di spirale depressiva che accelera la caduta della domanda. Nei prossimi mesi, ci dovranno essere interventi per sostenere chi non ha nessuna copertura economica e sociale, verso i redditi bassi e da lavoro dipendente affinché non a chiacchiere ma con le risorse si stimoli, si renda possibile, una domanda interna, e con essa la ripresa delle attività produttive.

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16/03/2009 16.18.46
1 risposte
Ultima: 19/03/2009 13.55.40

  Crisi: Cgil, un milione disoccupati in più triennio 2008-2010
 
 
 

Oltre un milione di disoccupati in piu' in tre anni, dal 2008 al 2010, sono queste le stime diffuse dall'Ires-Cgil a seguito della crisi economica in atto. Secondo lo studio della Cgil, i disoccupati passeranno da 1.506.000 del 2007 a 2.547.000 nel 2010. Secondo le stime dell'Ires, dunque, i disoccupati si attesteranno ad oltre un milione di unita' in piu' rispetto al 2007 e ad oltre 690 mila in piu' rispetto al 2008 anno in cui i disoccupati si sono attestati a 1.854.000. Il tasso di disoccupazione, sempre secondo le stime dell'Ires, si attestera' al 9% nel 2009 e potrebbe superare il 10% nel 2010, esattamente il 10,1%. 

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16/03/2009 16.18.33
6 risposte
Ultima: 07/04/2009 11.27.23

  Crisi: Cgil, con tassa solidarietà 1,5 mld. l'anno
 
"le proposte di utilizzo sul versante del lavoro"
 

La Cgil rilancia la tassa di solidarieta'. Una proposta fiscale che prevede per i prossimi due anni l'innalzamento di 5 punti percentuali (dal 43 al 48%) della aliquota fiscale sui redditi oltre i 150 mila euro. la proposta e' stata di nuovo illustrata in una conferenza stampa in cui sono state presentate le stime dell'Ires sulla recessione e il calo occupazionale. "Applicando questa tassa si avrebbe circa 1 miliardo e mezzo di euro in piu' l'anno, risorse con cui noi vogliamo rispondere all'obiezione del governo che non ci sono soldi e con le quali si potrebbero coprire quasi interamente tre nostre proposte". Il sindacato di Corso Italia chiede, infatti, di estendere l'indennita' di disoccupazione ordinaria, di allargare il sostegno al reddito dei collaboratori e di ampliare gli importi massimi mensili di Cigo, Cigs, e indennita' di mobilita', per una spesa totale di 1,768 milioni di euro, cifra che corrisponde quasi interamente agli 1,5 miliardi che potrebbero essere ricavati dalla tassa di solidarieta'. Riguardo all'indennita' di disoccupazione ordinaria la Cgil chiede di estendere la platea, che attualmente copre il 26,6% dei disoccupati, anche a chi ha versato contributi tra 17-51 settimane, stimabile al 35% del totale dei disoccupati. In questo modo la platea aggiuntiva dei beneficiari arriverebbe a 191 mila disoccupati con una spesa aggiuntiva di 663 milioni di euro. Riguardo al capitolo co.co.pro la Cgil chiede un aumento ulteriore dell'indennita' e anche della platea che ora raggiunge poco piu' di 75 mila persone. "L'intervento - spiega la Cgil coinvolgerebbe 171 mila collaboratori monocommittenti che hanno lavorato piu' di tre mesi in corso d'anno e che da almeno due non versano contributi. La nostra proposta prevede, rispetto al bonus varato dal governo, l'estensione ai redditi lordi annui compresi tra 1.001 e 20.000 euro per un importo pari al 40% dell'ultimo compenso annuale (3.200 euro importo medio del bonus)". La platea si allargherebbe cosi' a circa 95 mila collaboratori disoccupati in piu' con una spesa aggiuntiva di circa 427 milioni di euro. L'ultima proposta del primo sindacato prevede l'ampliamento degli importi mensili di Cigo, Cigs e indennita' di mobilita', che possono essere corrisposti di 200 euro. In particolare da 886,31 a 1.086,31 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile inferiore a 1.917,48; da 1.065,26 a 1.265,26 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile superiore a 1.917,48. "Ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e il 30% sopra i 1.917,48 mensili -- il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro". 

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16/03/2009 16.04.41
1 risposte
Ultima: 18/03/2009 13.06.30

  Ammortizzatori sociali

Grazie alla mobilitazione che ha portato avanti la Cgil e all'iniziativa positiva della Regioni si è raggiunto il 13 febbraio l'accordo tra Governo e Regioni che sblocca 8 miliardi nel biennio 2009/2010 per gli ammortizzaori sociali in deroga per rispondere all'emergenza occupazionale.  Ne beneficieranno i lavoratori della piccola impresa, contratti a termine, apprendisti, ex interinali, e contratti di collaborazione, per una platea potenziale di 4,7 milioni di lavoratori di cui 1 milione di precari. E' una marcia indietro del Governo. La lotta paga! Si tratta di un primo risultato positivo che ora il Governo deve applicare immediatamente attraverso un decreto di ripartizione delle risorse da concordare con il sindacato nelle sue modalità concrete di erogazione.



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12/03/2009 16.45.00
9 risposte
Ultima: 06/04/2009 10.02.40

  IO VOTO, IO CONTO

MARZO 2009: prosegue la consultazione straordinaria dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, sull'accordo separato relativo al modello contrattuale. Per la Cgil è importante conoscere il tuo giudizio. Vota nel tuo luogo di lavoro o nei seggi territoriali. Per tutelare i tuoi diritti, usa il modo più semplice:  vota !

E tu l'hai già fatto?



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12/03/2009 16.44.38
2 risposte
Ultima: 01/04/2009 15.46.09

  Fisco: aumento entrate pagato da lavoratori dipendenti

 

“L’aumento delle entrate lo pagano soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati”. E’ quanto afferma la Cgil, in merito al dato sulle entrate tributarie diffuso dal Ministero dell'Economia. “Di fronte a una crescita complessiva delle entrate dell’1,1%, si registra un aumento dell’Ire del 6,7% che si spiega solo in parte con i rinnovi contrattuali, ma che è motivato anche dai 3,5 miliardi di euro dovuti alla mancata restituzione del fiscal drag”, aggiunge la Cgil che sulla mancata restituzione del fiscal drag sostiene aumenti “il prelievo fiscale dello 0,5% e che, solo nel 2008, ha rappresentato una perdita di 362 euro per i lavoratori dipendenti e 200 euro per i pensionati”. Dal bollettino delle entrate tributarie, inoltre,“emerge chiaramente che l’evasione fiscale è ripartita e questo anche in virtù dei segnali mandati dal governo, come ad esempio l’innalzamento della soglia per la tracciabilità dei pagamenti”. Per la Cgil, “mancano all’appello più di 5 miliardi di entrate da Iva, a cui andrebbero sommati i 3,5 miliardi di mancata restituzione del fiscal drag per un totale di più 8 miliardi di euro”. Se a queste mancate entrate si aggiungessero le risorse provenienti dalla tassa di solidarietà proposta dalla Cgil sui redditi superiori a 150.000 euro annui, circa 1,5 miliardi, “si ricaverebbero oltre 10 miliardi di euro”. Risorse che potrebbero essere utilizzate per “creare ammortizzatori sociali per precari che oggi perdono il lavoro e sono senza tutele e per ridurre le tasse di almeno 50 euro al mese a lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori a progetto. Il governo non ha scusanti perché le risorse ci sarebbero”.

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06/03/2009 10.02.44
1 risposte
Ultima: 16/03/2009 10.25.29

  Crisi: Cgil, subito atti concreti su ammortizzatori

 

“Ben vengano nuove risorse per gli ammortizzatori. Però non bastano gli annunci devono seguire atti concreti e tempestivi: non vogliamo fare sul ‘gruzzoletto’ la stessa storia del ‘tesoretto’”. Così la Cgil, risponde all’annuncio fatto oggi dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di nuove risorse per gli ammortizzatori sociali. Intanto, “è necessario e urgente che siano stanziate le risorse già disponibili per dare certezze e sostegno ai lavoratori. L’accordo con le Regioni, infatti, non è ancora definitivamente operativo in attesa dell’autorizzazione europea. Ma del miliardo già disponibile nella Legge 2/09 sono stati erogati ad oggi solo 151 milioni. In molte realtà non si copre così  neanche il pregresso e le aziende, di fronte all’incertezza, scelgono il licenziamento”.

Per questo, continua la Cgil, “un nuovo decreto di ripartizione è urgente, e darebbe forza alle anticipazioni e agli accordi con le banche che in molte regioni si stanno facendo”. Infine, “a proposito poi di annunci e fatti concreti è evidente che l’attuale normativa varata dal governo non funziona, in particolare per i precari e la disponibilità annunciata ieri al tavolo di Palazzo Chigi deve tradursi in una immediata convocazione e in scelte operative. I tempi - conclude la Cgil, in una fase in cui le persone perdono il lavoro, sono un elemento decisivo di credibilità”.

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04/03/2009 11.28.00
10 risposte
Ultima: 31/07/2009 13.44.36

  definiamo posizione comune su rappresentatività e democrazia

 

In una lettera inviata ai segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, invita i due leader sindacali, alla luce di quanto è stato detto, a provare a definire una posizione comune in materia di rappresentatività e democrazia sindacali, partendo dalla piattaforma unitaria di maggio. Per questo, ritenendo indispensabile la necessità di costruire una posizione comune sul tema, Epifani chiede a Bonanni e Angeletti di fissare insieme una riunione delle tre segreterie.

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04/03/2009 10.07.36
6 risposte
Ultima: 20/11/2009 18.12.15

  Pensioni: inaccettabile accanimento contro le donne
 

“Un inaccettabile accanimento contro le donne nascosto dietro l’ipocrisia della cosiddetta gradualità”. È quanto afferma la segretaria la Cgil, in merito all’ipotesi dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nella Pubblica amministrazione. “È veramente assurdo e paradossale - aggiunge - pensare ad un aumento dell’età pensionabile delle donne in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.  Prima di pensare ad una parificazione sarebbe invece giusto parificare altre questioni, a partire dall’occupazione, dalle retribuzioni, dal lavoro”.

Per la Cgil, “il governo continua a sollecitare pareri di esponenti europei per trovare alibi alla propria idea di fare cassa sulla pelle delle donne. Per altro è dimostrato che il risparmio sulla spesa pensionistica sarebbe irrisorio, dato il basso numero di donne pubbliche dipendenti che già ora accedono al pensionamento di sessant’anni. Ma sarebbe rilevantissimo il risparmio sulla indennità di buona uscita, il che significa che il governo si appropria in modo indebito di competenze già maturate e che dovrebbero essere nella piena disponibilità di quelle lavoratrici”.

La Cgil ritiene poi essere “una finzione inaccettabile l’affermazione che questi provvedimenti riguarderebbero solo il settore pubblico, dal momento che quell’aumento si trasmetterebbe inevitabilmente anche alle lavoratrici del settore privato provocando un effetto dirompente sul piano della occupabilità delle donne”.

“Il problema vero è che il Governo usa la crisi per ridisegnare e comprimere tutto lo stato sociale e ridurre i diritti dei soggetti più esposti nel mercato del lavoro. L’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea è solo una patetica scusa, la questione vera è: tagli, tagli e ancora tagli”. Per la Cgil, “il Governo, invece di pensare all’età pensionabile delle donne, farebbe bene a mantenere gli impegni assunti. Come Cgil chiediamo che venga data immediata attuazione alla definizione dei lavori usuranti e che venga tempestivamente istituita la Commissione di esperti, prevista dalla legge 247 del 2007, che deve lavorare - conclude la Cgil - per il ripristino della flessibilità dell’età pensionabile e per la modifica dei coefficienti  nel sistema contributivo”.

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03/03/2009 16.55.58
0 risposte
Ultima: 03/03/2009 16.55.58

  Cgil, 400mila precari a rischio nella pubblica amm.ne, metà solo nella scuola
 

Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà di questi è impegnata nella scuola. E' quanto emerge dai dati forniti dalla Cgil Nazionale, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità. “Il governo italiano è l’unico al mondo che, di fronte ad un crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il  licenziamento dei lavoratori precari nelle Pubbliche Amministrazioni e nella scuola”, dice la Cgil, sottolinando come il governo, alla luce delle notizie diffuse ieri di un decreto legge ad hoc, “si appresti a licenziare questi lavoratori utilizzando uno strumento, quello del decreto legge, il cui requisito dovrebbe essere l’urgenza. Una ricetta grave e fallimentare, come del resto quanto fin qui fatto. Licenziare per legge, come il Governo era intenzionato a fare fino a ieri con la sua proposta, è inaccettabile. Farlo per decreto legge è gravissimo”. Ma i licenziamenti, oltre il danno procurato ai lavoratori, incideranno anche sui servizi fondamentali offerti ai cittadini, visto che l’80% dei precari lavora presso i servizi degli enti locali e della sanità. “Chiediamo l’attuazione dei processi di stabilizzazione come previsti dalle leggi finanziarie precedenti, la sospensione delle norme che impediscono la prosecuzione del rapporto di lavoro dopo i tre anni di servizio, come previsto dalla legge di recepimento dell’accordo sul Welfare”. “Un sistema di ammortizzatori sociali anche per i precari ‘pubblici’ che comunque perderanno il loro lavoro a causa del provvedimento legislativo o del decreto legge, la riconsiderazione del piano Gelmini sulla scuola. La mobilitazione dei lavoratori precari di questi giorni - conclude la Cgil - porterà queste richieste all’attenzione del Parlamento e del Governo”.

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03/03/2009 9.05.32
0 risposte
Ultima: 03/03/2009 9.05.32

  stop stabilizzazione precari è grave forzatura

 

“Una gravissima e inaccettabile forzatura”. È quanto afferma la Cgil Nazionale sulle notizie di una bozza di decreto legge che conterrebbe lo stop alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione e che il Consiglio dei ministri dovrebbe licenzia venerdì prossimo. “Se rispondesse al vero - dice la Cgil - che il ministro Brunetta ha in animo di licenziare per decreto legge i 200mila precari del pubblico impiego, sarebbe una gravissima e inaccettabile forzatura dal punto di vista sociale e dal punto di vista istituzionale, dato che il collegato alla Finanziaria l167 dovrebbe iniziare il suo iter alla commissione Lavoro”. Un provvedimento “che oltre alla questione del precariato nella pubblica amministrazione contiene tante altre misure e che è rimasto bloccato fino ad oggi per divisioni interne alla maggioranza”.

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02/03/2009 17.46.09
0 risposte
Ultima: 02/03/2009 17.46.09

  Mai così in basso il PIL da 30 anni

Messaggio per il Ministro Tremonti:

il Prodotto Interno Lordo nel 2008 cala in Italia ai minimi storici da oltre 30 anni. L'anno scorso è diminuito dell'1%, dopo il +1,6% del 2007. E' un dato peggiore della stima diffusa a Febbraio e segna il record negativo dal 1975 quando il Pil diminuì del 2,1%. I dati finora disponibili dicono che in Germania aumenta dell'1,3, in Francia e Regno Unito dello 0,7 e una diminuzione in Giappone dello 0,7. Sempre nel 2008 il rapporto tra deficit e Pil si è attestato al 2,7%. Nel 2007 era all'1,5%. Forte peggioramento sempre nel 2008 anche per l'avanzo primario. Sveglia Ministro!!

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26/02/2009 18.04.43
1 risposte
Ultima: 06/03/2009 11.51.48

  DIRITTO DI SCIOPERO

 

Roma, 26 febbraio - Altola' della Cgil al governo sulla riforma del diritto di sciopero. ''Stia attento - dice il leader, Guglielmo Epifani - perche' in materia di liberta' del diritto di sciopero costituzionalmente garantito bisogna procedere con molta attenzione''. ''Se c'e' qualcosa da aggiustare rispetto a una normativa gia' rigida eventualmente lo si puo' vedere - aggiunge - Ma se si vogliono introdurre forzature che limitano poteri e prerogative e' altra questione''.

 

Epifani, dunque, attende di vedere cosa il governo decidera' effettivamente. ''Se intende, partendo dal problema del rispetto dei diritti degli utenti, ridurre una liberta' fondamentale, la Cgil si opporra' ora e dopo''.

 

Il segretario fa notare che il sindacato confederale ''e' sempre stato attento a conciliare il diritto di sciopero con quello degli utenti in alcuni settori particolari come i trasporti''. Secondo il sindacalista, ''tutto dipende da cio' che il governo decide e dalle questioni che porra'''. Quindi, entra nel merito delle questioni: ''Non si puo' decidere con il 51% uno sciopero perche' cosi' l'altro 49% non puo' mai scioperare - spiega Epifani - lo sciopero virtuale non puo' essere mai sostitutivo ma aggiuntivo. Il fatto poi di dichiarare prima individualmente la propria adesione puo' essere un modo di rendere inutile lo sciopero. Attorno ai questi nodi - insiste - ruotera' il confronto se il governo intende aprirlo che su questo terreno deve stare molto attento''.

 

La Cgil e' pronta a confrontarsi con il governo. ''Su materie come queste se il governo decide, nella sua bonta', di decidere con le organizzazioni sindacali, noi siamo pronti sulla base delle nostre opinioni - dice ancora - cercheremo ovviamente di raccordarci con cio' che pensano le altre organizzazioni sindacali''.

 

Per Epifani, puo' anche porsi un problema di democrazia ''se uno pensasse di forzare quello che dice la Costituzione. Lo sciopero e' sempre un diritto di liberta'''. ''Non c'e' solo un problema di intenti e talvolta uno sciopero fatto bene aiuta a regolare il conflitto meglio di altre forme improprie'', conclude Epifani.

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16/02/2009 16.30.22
11 risposte
Ultima: 08/03/2009 13.18.43

  Tassa di solidarietà sopra i 150.000 euro
La proposta della Cgil è questa: una tassa di solidarietà temporanea, della durata di 2 anni, per chi guadagna oltre 150.000 euro all'anno, che porterebbe nelle casse dello Stato un totale di circa 3 miliardi, da destinare ai giovani precari, ai disoccupati, a chi è più colpito dalla crisi. Perchè nei momenti difficili ognuno deve fare la propria parte. Tra il 2001 e il 2008 infatti, i redditi lordi, al netto dell'inflazione, per operai ed impiegati sono cresciuti solo lo 0,5%. Nello stesso periodo invece la paga dei dirigenti è aumentata dell'8,3%, e nella classifica dei primi 100 top manager si è registrato un aumento del 23%! Quindi una forbice che si allarga sempre di più. Bisogna allora diminuire le tasse su pensioni e stipendi. Fare la lotta all'evasione. Per affrontare la crisi ci vogliono soldi freschi e investimenti. Sei daccordo?

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11/02/2009 16.38.46
4 risposte
Ultima: 31/03/2009 11.26.01

  Il pluralismo nell'informazione
La Cgil ha chiesto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni una verifica delle presenze delle diverse organizzazioni sociali nell'informazione radiotelevisiva. Il tema della quantità e della qualità della presenza nell'informazione è uno dei punti al centro del dibattito sul pluralismo e la libertà di informazione in Italia. La richiesta della Cgil parte dalla valutazione di un evidente squilibrio della presenza dei diversi attori sociali e della presentazione in modo veritiero degli avvenimenti.  Esprimi la tua opinione.

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11/02/2009 11.07.11
9 risposte
Ultima: 20/11/2009 18.19.12

  Assemblee e referendum
La CGIL organizza dal 9 Febbraio a tutto il mese di Marzo assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori per informare e discutere sull'accordo separato. Ci rivolgeremo ai lavoratori, ai pensionati, ai precari, ai lavoratori atipici, ai cittadini, per una grande consultazione democratica e di massa. Parleremo del lavoro, della crisi, della contrattazione, dei diritti, delle regole contrattuali, in un confronto aperto e approfondito. Al termine delle assemblee chiameremo i lavoratori ad esprimersi con il voto, con il referendum, come diritto ad esprimersi e a decidere. Il 4 Aprile si terrà a Roma UNA GRANDE MANIFESTAZIONE NAZIONALE per sostenere le ragioni della Cgil e rivendicare le misure per affrontare la gravissima situazione economica e sociale che attraversa il Paese.

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14/04/2009 11.26.26
0 risposte
Ultima: 14/04/2009 11.26.26

 

ciao mi chiamo Chiara

sto cercando in internet delle risposte ad alcune mie domande sulla cassa integrazione, spero che qui ci sia qualcuno che sappia rispondemi.
io lavoro in un azienda ,ho un contratto di lavoro d'apprendistato di 3 anni in ufficio estero .
sono stata assunta lo scorso luglio .
comunque il problema è che I Titolari da pochi giorni ci hanno avvisato che ci metteranno in cassa integrazione per un periodo da stabilire
Girando in internet io ho già trovato che per gli apprendisti non e prevista cassa integrazione,
quello che non capisco è se durante quel periodo io non prendo proprio neanche un euro o continuo a prendere lo stipendio di sempre(visto appunto che per gli apprendisti non è prevista cassa integrazione).
Poi ci hanno detto che potrebbe esserci lavoro occasionale, quindi magari durante l'ipotetico periodo di cassa integrazione, dobbiamo andare a lavorare mezza giornata

INSOMMA IO NON CI CAPISCO UN TUBO
Quando mi avranno mangiato tutte le ferie , io non posso avere cassa integrazione quindi lavoro gratis ? continuo a prendere lo stipndio?
per favore chiaritemi questo dubbio, anche se so già che la risposta sarà: cercati un altro lavoro che è meglio!

grazie

Chiara

Cercarti un altro lavoro? La crisi colpisce tutti e quindi c'è poco da stare allegri. Comunque, venendo alle tue domande, a partire da questo anno la Cassa integrazione è estesa anche agli apprendisti, purchè si hanno almeno 90 giorni di lavoro effettivo alle spalle (essendo tu assunta a luglio, ci rientri comodamente). Si chiama "cassa integrazione in deroga", perché non è stato modificato il quadro legislativo generale, ma a te questo importa poco. Spiega ai tuoi titolari che le norme sono cambiate, ed eventualmente vai
alla sede Cgil più vicina per farti dare le informazioni ulteriori. Il moderatore



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10/03/2009 12.50.22
2 risposte
Ultima: 10/03/2009 12.50.22

  La Contrattazione di secondo livello

Quali garanzie ci sono che la contrattazione di secondo livello sarà poi fatta in azienda?



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10/03/2009 12.49.53
5 risposte
Ultima: 10/03/2009 12.49.53

  Contratto Nazionale e inflazione

Il Contratto Nazionale in futuro recupererà l'inflazione reale? 



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10/03/2009 12.49.29
13 risposte
Ultima: 10/03/2009 12.49.29

  Referendum tra i lavoratori
La Cgil ha chiesto alle altre organizzazioni sindacali di poter fare esprimere tutti i lavoratori sull'accordo separato con il voto, dopo una capillare informazione e discussione nei luoghi di lavoro, attraverso il referundum quale strumento di partecipazione democratica. Sei daccordo?

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10/03/2009 12.48.52
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Ultima: 10/03/2009 12.48.52

  Deroga al CCNL

Nel testo dell'accordo è previsto che nella contrattazione aziendale si può derogare da diritti normativi e salariali definiti nel CCNL, così viene meno qualsiasi certezza, a cosa serve allora il CCNL?  



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25/02/2009 15.33.04
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Ultima: 25/02/2009 15.33.04

 

Ho raccolto più di 1000 adesioni su facebook per l'appello contro l'aumento dell'età pensionabile delle donne.Leggo sui giornali che cmq Brunetta sta andando avanti e che dal prossimo anno solo per le dipendenti pubbliche già si alzerà di un'anno l'uscita dal lavoro fino a parificare il trattamento entro il 2016. La misura a detta del sole 24 non porta risparmi economici ed introduce disparità di trattamento tra dipendenti pubbliche e dipendenti private, non è di carattere volontario e a rasenta l'incostituzionalità. Possibile che non si possa parlare di questo tema che vi asicuro è molto sentito. Aspetto notizie ed informative esatte dal nostro sindacato .grazie Letizia Cicconi Roma

Ma il ministro Brunetta di quale discriminazione parla? La legge 9 dicembre 1977 n. 903 "Parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro" all'art. 4 stabilisce, da ben 31 anni, che le lavoratrici, se vogliono, possono continuare a lavorare fino agli stessi limiti di età previsti per gli uomini e ciò anche se hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia. E' singolare che sia interpretata come discriminatoria una norma che è stata pensata e voluta proprio per agevolare le donne, offrendo loro un'opportunità in più , quella di scegliere di continuare o meno a lavorare. Nel pubblico impiego poi, possono addirittura continuare a lavorare, come gli uomini dello stesso settore, fino a 67 anni di età, secondo quanto stabilito dal decreto n. 503 del 1992. Perchè andare in pensione a 60 non è un obbligo ma soltanto un'opportunità per le donne. Discriminatorio e penalizzante è invece, al contrario, costringere le donne a lavorare obbligatoriamente fino a 65 anni, tenendo conto che già oggi l'età reale di pensionamento delle donne è più alta di quella degli uomini. Infatti non è un caso che le donne siano titolari quasi esclusivamente di pensione di vecchiaia mentre gli uomini sono soprattutto titolari di quelle di anzianità. E ancora. La riforma del 1995 determinava la possibilità del pensionamento flessibile con età uguale per uomini e donne, sistema questo stravolto dalla "controriforma" Maroni del 2004 che ha introdotto nel sistema contributivo l'età pensionabile fissa: 60 per le donne, 65 per gli uomini. Per questo la Cgil chiede di ripristinare la  flessibilità proprio per coniugare una reale parità di trattamento con l'esercizio delle opportunità individuali e della libera scelta, che è anche l'unico modo per permettere un vero innalzamento dell'età media di pensionamento. Tra l'altro non è per nulla automatico che le risorse risparmiate aumentando l'età pensionabile delle donne, siano poi utilizzate a favore delle donne stesse. Fino ad oggi queste promesse non sono mai state mantenute. Il moderatore



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24/02/2009 8.52.51
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Ultima: 24/02/2009 8.52.51

 

In questi giorni mi ha colpito in maniera molto negativa il silenzio,quando c'è stato,della cgil, sulla proposta della Marcegaglia ,di utilizzare il tfr destinato sotto esplicito consenso dai lavoratori al fondo di tesoreria dello stato,per risolvere i problemi di liquidità delle piccole e medie imprese.Ma è possibile che si devono mettere a rischio sempre i soldi dei lavoratori e che ,la cgil di questi tempi,non sappia dire no a questo ulteriore furto ai danni degli operai?non è che tutto ciò è funzionale ai fondi complementari cogestiti dal sindacato?i lavoratori cominciano a chiederselo e ciò non è un bene per il proseguimento della lotta al governo,non credete?

Nessun silenzio. E vista la delicatezza della questione ci prendiamo un pò di spazio per fare chiarezza. Se la Marcegaglia, si riferisce a quella parte di Tfr non utilizzato dai lavoratori per la previdenza complementare, e che dal 2007 le aziende con oltre 50 dipendenti versano all'INPS, riteniamo che sia legittimo che il sistema delle imprese chieda che quelle risorse vengano utilizzate a sostegno delle attività produttive e dello sviluppo del Paese. Questo d'altronde era l'obiettivo con il quale il fondo stesso era stato istituito e che oggi questo Governo disperde in quanto una parte significativa di quelle risorse sono ora destinate ad altri scopi, compreso il finanziamento del Ministero della Difesa! Tuttavia la Cgil pensa che per raggiungere l'obiettivo originario sia CONTROPRODUCENTE ipotizzare il ritorno tout court del Tfr nelle singole aziende perchè questo determinerebbe ulteriori complicazioni nel rapporto tra azienda, Inps, lavoratori, con il RISCHIO, non secondario per il lavoratore, di veder ridotta la possibilità di conseguire tutte le spettanze alla cessazione del rapporto di lavoro.  Sarebbe, infine, opportuno che il sistema delle imprese si rendesse disponibile ad ampliare le possibilità di anticipazione del Tfr ai lavoratori, oltre i casi già previsti, proprio per far fronte a questa situazione di crisi. Il moderatore



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20/02/2009 11.45.15
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Ultima: 20/02/2009 11.45.15

 

Mentre la crisi economica sta facendo strage di aziende con il conseguente licenziamento di migliaia di dipendenti e aumento del 400% della cassa integrazione il segretario della CGIL sig. Epifani in data 13/02/2009 ha promosso una manifestazione a Roma contro gli aumenti ricevuti dagli statali. In questo periodo sono gli unici a non preoccuparsi di perdere il posto di lavoro, sono riusciti ad ottenere un aumento dello stipendio e in più stanno beneficiando all’acquisto di automobili , elettrodomestici ed altro grazie agli incentivi statali, hanno ottenuto una diminuzione degli interessi sui mutui prima casa e altro. Sono gli unici che con questa crisi ci stanno guadagnando e il sig Epifani li compiange. Roba da manicomio. Farebbe meglio a preoccuparsi dei disoccupati, precari e di quanti stanno rischiando il posto come gli operai dell’Ilva di Taranto si parla di 5000 esuberi. Termino col dire al segretario di pensare alle cose serie e non a quelli che non possono andare alle Maldive. Saluti da un dipendente presso una piccola azienda e con simpatie di sinistra.
Bello Cosimo

Facciamo, almeno per quanto è possibile, un pò di chiarezza. La Cgil non sciopera "contro" gli aumenti degli stipendi. Sciopera perchè quegli aumenti sono del tutto insufficienti a fronteggiare la caduta verticale di potere d'acquisto delle retribuzioni. Quanto poi alle tutele che garantirebbero di più i lavoratori pubblici rispetto a quelli privati non facciamoci ingannare, perchè molti problemi sono comuni. Pensiamo solo alle migliaia e migliaia di precari della pubblica amministrazione in generale, che vengono in queste settimane lasciati a casa senza uno straccio di tutele sociali. E molto spesso questi sono gli stessi figli dei cassintegrati dell'industria, che a quel punto con 750 euro netti al mese, devono provvedere a mantenere pure loro. Altro che Maldive. Insomma, contrapporre i lavoratori non è mai buona cosa. Piuttosto ragioniamo sull'opportunità di rendere equi per tutti l'intervento per esempio degli ammortizzatori. Perchè a chi 7 anni di Cig e a chi niente? Perchè mantenere in vita norme sul precariato che privano le persone del loro futuro? Appunto, ragioniamo. Il moderatore



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20/02/2009 11.13.56
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Ultima: 20/02/2009 11.13.56

 

Sono una dipendente pubblica iscritta alla Cisl, rappresentante Rsu dimissionaria per disaccordo totale sull'ultimo contratto del Pubblico Impiego, firmato da Cisl e Uil. Durante l'ultima assemblea cui ho partecipato i nostri rappresentanti regionali ci hanno caldamente raccomandato di non parteci Copare ai referendum indetti dalla Cgil nonchè agli ultimi scioperi. Mi sto interrogando sulla democraticità di quest'atteggiamento e anche sulla scarsa fiducia che la Cisl e i suoi rappresentanti ripongono nelle loro stesse idee, che se sono così buone come sostengono, non dovrebbero temere il giudizio dei lavoratori.. Non ho ben capito inoltre perchè lo sciopero, che fino a poco tempo fa era giudicato sacro e irrinunciabile oggi sia visto come una prova d'irresponsabilità.. Il 13 u.s. il rappresentante regionale Cisl ha telefonato per sapere chi aderisse allo sciopero, per una non ben precisata "indagine" che la Cisl sta facendo.. Mi chiedo se sia un atteggiamento corretto e legittimo. Sto pensando seriamente di restituire la tessera.

Anche per noi  è incomprensibile il comportamento che stanno avendo le strutture della CISL del pubblico impiego. Non è certo in discussione il diritto di un'organizzazione di dire come la pensa, di dissentire o di "firmare" accordi separati. Ma  il merito di questi accordi ( penso a quello di ottobre 2008 ed ai successivi contratti a firma separata) è in aperto contrasto con quanto sostenuto fino ad un momento prima quando la CISL aveva, insieme a CGIL e UIL chiamato i lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego alla lotta. O come per l'accordo separato del 22.1. 2009 nel quale  per il pubblico impiego vi è una normativa addirittura peggiore rispetto a  quella del settore privato. Questi comportamenti sono gravi.Ma si aggiungono i fatti che tu evidenzi, accompagnati da una specie di sintonia tra le prese di posizione della CISL del Pubblico Impiego contro il referendum sui contratti, disprezzando quanti invece sono andati alle urne, o la stessa "indagine" come tu la chiami, alla fine delle quali la CISL e la UIL e Brunetta fanno a gara a dire le cose peggiori. La mia impressione è che si stia buttando a mare una storia fatta di esperienze unitarie esaltanti ed "uniche" nel panorama del lavoro italiano; si stia buttando a mare  anche una tradizione di "tolleranza" e di "saggezza" alla quale tutti guardavamo con attenzione, pur non negando le differenze esistenti . Perchè, in nome di quale ragione si sta distruggendo la storia unitaria del pubblico Impiego? Lo stesso comportamento delle strutture della CISL del pubblico impiego nelt uo caso dimostrano quanto dicevo prima. Ma noi non ci fermeremo ed anzi invitiamo te e tutti quelli che si trovano a disagio in questa fase di far sentire la loro voce dentro e fuori l'organizzazione. Il moderatore



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20/11/2009 18.23.09
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Ultima: 20/11/2009 18.23.09

 

Purtroppo la vertenza VISMARA prosegue, nonostante i nostri ripetuti tentativi e la disponibilità espressa in ogni modo per la ripresa della trattativa. Abbiamo proclamato quattro ore di sciopero per domani mercoledì 7 e quattro ore per dopodomani giovedi 8, oltre a confermare lo sciopero degli straordinari e della flessibilità. L’azienda in modo a nostro avviso sprezzante ha elevato un muro completo e si rifiuta non solo di ricomporre il tavolo, ma di parlarci e intrattenere normali relazioni sindacali. Stiamo coinvolgendo e muovendo tutto quello che possiamo, seppure con gradualità, ed è molto probabile che a breve si preparino altre azioni di cui Vi terremo informati e coinvolti. Ripetiamo che non si tratta tanto e solo di un semplice rinnovo contrattuale, ma di una posizione aziendale inconcepibile, che mette a rischio la normalità dei rapporti, frutto di conquiste di decenni e che tende a calpestare diritti che ritenevamo consolidati e che per parte nostra continuiamo a ritenere tali. Per questo chiediamo a tutti non solo solidarietà, ma impegno affinchè una battaglia di difesa dei diritti fondamentali - tra i quali quello costituzionalmente riconosciuto della rappresentanza -, che tende a denunciare ed evitare quello che sarebbe un vero e proprio sopruso, sia sostenuta il più largamente possibile. Grazie a tutti. Tore Rossi FLAI CGIL LECCO e Alessandro Stucchi FAI CISL LECCO



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20/11/2009 18.03.16
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Ultima: 20/11/2009 18.03.16

 
Sentire e vedere in tv (giornali e media) che va tutto bene e vi è una
ripresa economica e che l'Italia è tra le Nazioni più Ricche in
Europa...io mi sento estraneo a questa Nazione allora..oppure non
esisto, e mi fa stare ancora più male di come mi sento.
Ho 48 anni, DISOCCUPATO, separato, AFFIDATARIO dei figli in causa di
separazione.
Mio figlio (18 anni) ha una spalla più bassa dell'altra, e non
posso permettermi di farlo visistare da un dottore privato (la Asl di
appartenenza è da luglio che ho preso appuntamento e ancora non si
fanno sentire), mia figlia grande (21 anni) ha un problema mentale e
sta a casa, tutti e due avrebbero bisogno di un apparecchio per i
denti...ma con quali soldi lo compro?
Qusta estate mio figlio mi aveva detto di voler abbandonare la scuola
per aiutare la famiglia lavorando...ma io lo obbligato a completare
gli studi, perchè in un modo o nell'altro ce la saremmo cavata.
Ma sono sfiduciato...molto sfiduciato.
Spero di ricevere un aiuto da parte vostra. Nicola Nacci
grazie. Nicola Nacci


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01/10/2009 14.08.52
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Ultima: 01/10/2009 14.08.52

 

Scrivo a nome di tanti discendenti di italiani emigrati in Brasile tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 - periodo conosciuto come "La grande emigrazione", un episodio della storia purtroppo poco noto ai nostri connazionali in Italia. Voglio sottolineare quanto noi discendenti di quegli emigranti italiani ancora ci sentiamo orgogliosi dei nostri avi perché hanno avuto la forza ed il coraggio, propri del popolo italiano, per attraversare l´Oceano alla ricerca di una esistenza più dignitosa per se stessi e la loro famiglia, che la Patria Italia non aveva allora la possibilità di offrire
Per noi, questo fu un gesto eroico. Quegli italiani non abbandonarono la loro Patria, invece la portarono con sè, nelle loro vene, nelle loro braccia, nelle loro mani abituate al lavoro pesante, ma principalmente nel loro cuore.
Questo sentimento di italianità che nessuno di noi ha mai perduto, ci è stato trasmesso per ereditarietà genetica ma anche per la convivenza con i nostri padri, nonni e bisnonni fino alla seconda, terza e…quarta generazione. Questo è il nostro stretto legame con l´Italia. Grazie a questo sentimento di italianità possiamo dire con orgoglio che anche noi siamo italiani
Siamo italiani anche perché questo ci assicura la legge n.91, 5 febbraio 1992, per diritto di sangue
Quando i nostri nonni e bisnonni arrivarono in terra straniera non avevano paura del lavoro, sempre affrontato con audacia, forza di volontà e speranza, con il desiderio di ritornare un giorno al proprio paese. Non ostante l´ immensa nostalgia che sentivano e per il ricordo della Patria, quegli uomini e donne si integrarono in questo Paese in cui poi noi siamo nati e ora viviamo, lo stesso Paese che i nostri antenati aiutarono a costruire, creando piccoli nuclei di case, poi divenuti villaggi e dopo ancora città. Piccole e grandi città. Diffusero la cultura italiana e le sue tecniche e metodologie di lavoro tra la popolazione locale.
Ormai siamo avvocati, medici, ingegneri, professori, operai, impiegati, imprenditori, industriali, politici, scrittori, amministratori pubblici e privati, ministri del governo, giuristi ed ogni altra sorta di professionisti perfettamente integrati nella società brasiliana. Non abbiamo voglia, neanche necessità di andare in massa in Italia per usurpare posti di lavoro ai nostri connazionali. Non abbiamo intenzione di richiedere i benefici dalla previdenza sociale italiana alla quale non abbiamo mai contribuito.
Quello che però desideriamo con la forza del nostro sangue e con grande perseveranza e determinazione è proprio quello che ci assicura la legge italiana: il riconoscimento della nostra cittadinanza! E questo purtroppo la burocrazia e forse anche la diplomazia italiana ci stanno negando.
Vogliamo avere il gusto di andare in Italia orgogliosi di essere italiani , pieni della nostra capacità giuridica, senza dover richiedere il permesso di soggiorno per restare in Italia o di dover fare file fuori delle Questure per lo stesso motivo. Potere andare in Italia semplicemente per ricostruire la storia delle nostre famiglie, anche per vedere personalmente il luogo dove nacquero i nostri antenati. Da tempo stiamo in lista di attesa nei consolati.
Siamo stanchi di continuare ad aspettare dopo tanti e tanti anni che le promesse, rinnovate ogni volta nel cambiamento di governo, divengano realtà.
Siamo stanchi di vedere centinaia di persone che dormono sul marciapiede di fronte al Consolato di San Paolo per consegnare la loro richiesta o per chiedere informazioni sul loro processo di riconoscimento della cittadinanza.
Siamo veramente stanchi di vedere Consolati, come quello di Curitiba che mantiene le porte chiuse fin dal 2005, non permettendo così la consegna di nuove richieste
Siamo stanchi di pensare che dobbiamo aspettare ancora venti-trent´anni per essere convocati dal Consolato per il conferimento della nostra documentazione, come purtroppo è accaduto in alcuni Consolati. Ciò ci fa pensare che il riconoscimento della nostra cittadinanza può ottenersi soltanto post mortem
Siamo una comunità di più di 28 milioni di oriundi, e che ci sentiamo di rappresentare una forza e una fonte di risorse a disposizione dell´ Italia. In questo modo, chiediamo cortesemente il intervento presso gli organismi governativi competenti in materia di cittadinanza, al fine di trovare una soluzione urgente e concreta al problema di questa interminabile attesa per il riconoscimento della cittadinanza nei Consolati italiani in Brasile.


Voglia gradire l'espressione della mia stima

Vera Boni
"Non importa il Paese dove viviamo ma il Paese che vive in noi"
(Giuseppe Garibaldi)



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01/10/2009 14.07.31
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Ultima: 01/10/2009 14.07.31

 
Ciao sono un RSU Fiom della CSC di Torino

Oggi con la vittoria ottenuta alla Innse di Milano ho un motivo in piu per essere contento
della nostra organizzazione, avanti cosi in prima fila con i lavoratori.

Alla faccia di quelli che hanno tirato giu dal palco di Mirafiori Rianldini


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01/10/2009 13.57.42
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Ultima: 01/10/2009 13.57.42

 

Trovare un lavoro nel sud è sempre stata una difficoltà se non un'impresa titanica . In questo periodo di crisi internazionale ma sopratutto nazionale è ancora più difficile se non impossibile. Essere disoccupato nel sud è un dramma per tutti. ma perdere il lavoro a 57 anni e tentare di trovarne un'altro è come giocare al superenalotto. Il fattore età è un ostacolo perchè ,giustamente, un'azieda non investe su un'anziano.Come ha detto il Berlusconi i disoccupati devono darsi da fare ma non avendo la sua intelligenza, la sua bellezza (?) e la sua spregiudicatezza per me sarà difficile se non inpossibile trovare un lavoro. Ora sono in disoccupazione ordinaria ma una volta scaduta mi ritroverò a terra del tutto. Purtroppo nelle mie condizioni si ritrovano migliaia di persone e a tutte lero dico di tenere duro e di non abbattersi perchè non dobbaimo fare il gioco dei padroni e andare in depressione. Il governo attuale afferma di aver potenziato gli ammortizzatori sociali ma io non ho notato nessuna differenza rispetto a quello precedente. una volta scaduto il periodo di disoccupazione che succede? Di fronte al dramma occupazionale di cui ha parlato il Presidnte Napolitano io proporrei che il governo incentivasse le aziende ad assumere giovani e mandare in pre-pensionamento chi superato i 55 anni. Qualcuno può pensare che stia facendo un discorso personalistico ed egoista. No perchè il mio desiderio è quello di lavorare e sono a disposizione dello stato o di altre aziende.Per quanto concerne la pensione è chiaro che venga calcolata in base agli anni di contributi versati. Si tratterebbe di mandare in pensione persone anziane come fanno le banche e molte aziende importanti al fine di ringiovanire il parco umano. Ripeto che per mè ricevere sussidi dallo stato è una sconfitta e vorrei cambiare il sistema politico ed economico dando lavoro a tutti ed eliminando i sussidi ma questo è solo un sogno come il primo articolo della costituzione italiana.

Cosimo



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01/10/2009 13.52.26
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Ultima: 01/10/2009 13.52.26

 

Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto Veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.

Secondo me in Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai c’è bisogno di toglierne, perché c’è ne sono già troppe. In Italia c’è bisogno di liberarsi di tante gabbie che esistono nella nostra società, dal sud al centro e al nord, sia strutturali che mentali, altro che gabbie salariali.

C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni sui posti di lavoro, provocando tanti feriti e moltissimi morti, per riscoprire con l’impegno e responsabilità, la libertà e il diritto alla vita, alla prevenzione e di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per mangiare e per vivere.

C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle mafie, della malavita organizzata, siano messe in atto strategie per batterle, per riscoprire il grande valore civile e sociale, della legalità, del rispetto delle leggi, della trasparenza. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’evasione fiscale, mettere in atto piani idonei per superarla, per riscoprire la cultura del rispetto delle regole e la bellezza del valore dell’onestà. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di monopolio dell’informazione in Italia, va messo in atto un programma, per far si che l’informazione sia in mano a più soggetti e il conflitto di interessi sia superato, per riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale, del pluralismo, dell’obiettività, della libertà di un'informazione a 360 gradi. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di tante pensioni da fame, per dare a quei pensionati, la libertà e il diritto ad avere una pensione dignitosa, per riuscire ad arrivare a fine mese. C’è bisogno di liberarsi dalle gabbie della disoccupazione, che in questo periodo è molta alta, siano messi in atto programmi e con più impegno per una piena occupazione, per far trovare alle persone, il diritto e la dignità di avere un posto di lavoro. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’egoismo, va portata avanti una cultura, che sappia aggregare, socializzare, per riscoprire il meraviglioso valore della vera solidarietà , dello stare bene insieme, della collaborazione. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della fame, della sete, dalle dittature, delle guerre, delle disuguaglianze nel mondo, qui ci vuole l’impegno di tutti i governi dei paesi sviluppati, di tutte le forse politiche e sociali, per superarle e riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto dell’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’abuso di droghe e di bevande alcoliche, con l’impegno di tutte le forze politiche sociali e di tutte le istituzioni, con una cultura di prevenzione, il governo e le forze dell’ordine, elaborare un piano, per combattere trafficanti e spacciatori di droghe, per riscoprire il meraviglioso valore della vita, di una vita naturale, della prevenzione di tanti incidenti stradali, che purtroppo in Italia è molto elevato il numero di morti e feriti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle divisioni, delle fantomatiche separazioni o devoluzioni, bisogna portare avanti con grande impegno democratico, l’attuazione a pieno della costituzione italiana, per riscoprire l’altissimo valore dell’UNITA’ d’ITALIA, la libertà dei diritti doveri uguali per tutti i cittadini italiani. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan negativi, delle falsità, delle volgarità, delle parolacce offensive, che troppe persone usano sia in pubblico che in privato, bisogna impegnarsi costantemente, per elevare la cultura del rispetto, per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato, del rispetto degli altri. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie e barriere architettoniche, per i diversamente abili, anziani e per i più deboli, bisogna investire di più sia economicamente che culturalmente, per abbattere barriere strutturali e mentali, per far trovare la libertà e il diritto di strutture e servizi adeguate ai loro bisogni. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, della sottocultura, della disgregazione. Del qualunquismo, del menefreghismo, dell’indifferenza, vanno combattuti con una cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli, dell’impegno, della responsabilità, del protagonismo, l’INNO NAZIONALE d’ITALIA, è uno di più belli del mondo, che ha unito, che unisce e che unirà gli italiani, con amor di patria di questo dobbiamo essere orgogliosi. I dialetti esistono in ogni angolo d’Italia, e ogni cittadino è libero di parlarli e praticarli, quando e dove vuole, senza l’obbligo di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o in altre sedi, la scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura di tutti i cittadini. Non c’è bisogno di gabbie salariali, al sud d’Italia sono già inferiori del 15% al 20%, aggiungo i salari in Italia sono i più bassi d’Europa, se mai c’è bisogno per i lavoratori italiani, del sud, del centro, del nord, della libertà e il diritto a salari superiori agli attuali per tutti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle tragedie umane che stanno avvenendo sugli immigrati, al di là delle leggi internazionali, nazionali, vanno salvati e basta, la vita è il valore più alto, quello che sta avvenendo è una grande offesa all’umanità.

Ora un invito a tutti a fare ognuno la propria parte, per contribuire a costruire una società, più giusta, una società che abbia al centro la persona con i suoi bisogni, che risponda ai principi di uguaglianza, di democrazia, di libertà, piena di valori veri, nell’interesse del bene comune, tutti i cittadini del mondo possano viverci un po’ meglio.

Francesco Lena Via Provinciale, 37



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31/07/2009 13.53.03
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Ultima: 31/07/2009 13.53.03

 

Ho sempre avuto fiducia nell'azione dei sindacati, soprattutto perché sono stati costituiti dall'impegno di uomini e donne che hanno donato anche la loro vita affinché venissero riconosciuti a chiunque pari diritti e pari dignità sul lavoro. Oggi, il sindacato, dovrebbe essere unito e sopratutto forte nell'opporsi alle ingiustizie dei datori di lavoro, sia pubblici che privati, che vogliono riversare solo sui lavoratori i danni della crisi economica. L'unità è un elemento che, in questi giorni, è stato ritrovato tra le maggior parte delle sigle sindacali, quello che viene a mancare è la forza che dovrebbe provenire dalla base dei lavoratori. Dico questo sulla base di quello che vedo nelle assemblee indette nel mio ufficio, lavoratori sfiduciati scoraggiati, che non credono in nessuna iniziativa o meglio che non intendono partecipare ad alcuna iniziativa che possa comportare una decurtazione della paga, tanto non serve a niente, se non a fare avanzare di posizione o carriera questo o quello o i familiari dello stesso!.
Ritengo che sia essenziale una presa di posizione,da parte dei sindacati unitari, forte.
Bisogna intraprendere iniziative che non incidano sui portafogli dei lavoratori, manifestazioni che si svolgono di sabato, mail di proteste o di adesioni alle iniziative sindacali, e sopratutto campagne divulgative di una cultura fondata su principi etici come onestà, dignità e solidarietà nel mondo del lavoro e che tali valori vengano promulgati ed esercitati sopratutti dagli incaricati sindacali.

Rosa



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31/07/2009 13.50.32
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Ultima: 31/07/2009 13.50.32

 
Condivido integralmente la posizione espressa dal segretario Epifani e da altri autorevoli dirigenti di questa O.S.,alla quale sono orgogliosamente iscritto da più di 20 anni. Quello che mi chiedo e,di conseguenza,giro a chi mi vorrà dare una risposta è perchè la cgil non usa, o meglio,non inventi un sistema più efficace di comunicazione. Un modo di comunicare nuovo che metta a nudo le ingiustizie che questo governo promana ogni giorno.Con questo, saluto con profonda soddisfazione l'inserto della C.G.I.L di Lunedì 6 Luglio sull' "Unità"., pur essendo consapevole che siamo solo all'inizio. Roberto

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31/07/2009 13.47.08
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Ultima: 31/07/2009 13.47.08

 

CCNL METALMECCANICI , UILM E FIM HANNO DATO DISDETTA ANTICIPATA ( 2,5 ANNI ) , UNILATERALE , DI QUALCOSA CHE APPARTIENE AI LAVORATORI E ALLE LORO LOTTE , IL CONTRATTO NAZIONALE . LA FIOM HA PRESENTATO UNA PIATTAFORMA SEPARATA CHE DI FATTO SANCISCE LA FINE DEI RAPPORTI UNITARI . QUALE ATTAGGIAMENTO ASSUMERANNO LE ALTRE ANIME CHE FORMANO LA CONFEDERAZIONE CGIL ? LASCERANNO SOLA LA FIOM NELLA BATTAGLIA , DANDO INIZIO AD UNO SFALDAMENTO INTERNO ALLA STESSA CGIL , HO SI RICOMPATTERANNO INTORNO ALLA FIOM DANDO VITA AD UNA RINASCITA DELL' AZIONE POLITICA DELLA CGIL ?
BRUNO710



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19/06/2009 13.07.05
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Ultima: 19/06/2009 13.07.05

 
Gli argomenti proposti presuppongono che tutti abbiano un lavoro chi piu’ chi meno. Nessuno parla di chi il lavoro non lo ha per niente in base al criterio per cui in Italia piu’ elevato e? il livello culturale e/o non si hanno numi tutelari ovvero santi in paradiso, e meno esistono possibilita?? di lavoro. Eppure da generazioni di fronte alle quali noi dovremmo inchinarci e di cui conservo le gloriose tessere, io ho appreso che quelli che combatterono il fascismo e i governi Scelba e Tambroni erano partiti e sindacati del lavoro prima ancora che dei lavoratori.
Polarizzare l’attenzione su aumenti salariali e/o sistemi di protezione per chi il lavoro lo ha o lo perde, puo’ Cingenerare delle considerazioni del tipo :” che senso ha ottenere un aumento salariale o di pensione se poi sono costretto a mantenere uno o piu’ figli che non riescono a trovare lavoro”, o altre che si intuiscono e che qui non specifico, in merito a tutto cio’ che puo comportare per organizzazioni varie avere collegamenti con lavoratori che lavorano, cassintegrati e pensionati.
Si attua un processo di mancato avvicinamento dei giovani a sindacati e partiti che dovrebbero rappresentarli divenendo preda di quei partiti che mirano ad impedire che questo processo si verifichi.
A buon intenditor…..
Remo Botta .Taranto


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19/06/2009 13.05.54
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Ultima: 19/06/2009 13.05.54

 

Al Farmacista (laureato) che prende 1200 euro al mese: Caro Dottore il fatto che lei abbia una laurea dovrebbe renderla più ricco interiormente ma non vedo nessun motivo per cui lei debba magari prendere 2/3 volte lo stipendio della commessa (che dio la salvi e preservi e magari le dia un aumento al posto suo) che comunque non mi sembra abbia uno stipendio alto: lo sa che quando si va al supermercato nessuno le chiede il titolo di studio ma il prezzo è uguale per tutti? .... il fatto che lei sia laureato fa di lei un arrogante, ladro, saccente, disonesto numerino in questa Italia di Dottori che dicono, studiano(?)ma fanno poco poco o niente se non sfruttare chi il lavoro lo esegue veramente......Magari ha pure una bella laurea di quelle private con lode (a proposito quanto per la lode???) Da come parla sembra che per prendere la sua sudata laurea lei abbia esaurito tutte le sue potenzialità: perchè non prova rilassarsi magari facendo un po' di palestra?
Comunque si consoli c'è anche chi lavora (veramente) 10 ore al giorno senza starordinari da 10 anni e l'unica modifica che ha visto in busta paga è stata la valuta: da lire ad euro .....Potrei citare dozzine di laureati imbecilli a cui non affiderei neanche la colazione (unico pasto che non faccio) figuriamoci un obiettivo di lavoro! ... ci pensi su..... il problema non è scolastico ma sociale ...... così come sono pochi per lei caro Dottore sono pochi per la Commessa ..... e sono pochi per tutti 1200!!!!!!!!!!!!!!!!

Alessia



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28/05/2009 10.22.35
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Ultima: 28/05/2009 10.22.35

 

Dott. Epifani

ho letto qua e là nel web qualcosa riguardo al sistema monetario internazionale ed ho scoperto con mia grande sorpresa la fonte principale dei nostri guai finanziari e politici: le banche centrali. Tali istituzioni emettono carta moneta (gratis per loro!!) e ci accollano i debiti di pari importo (debito pubblico) che noi dobbiamo pagare con il nostro lavoro (sudato!!) e con gli interessi. Le ho allegato un sito di siti che consultati potranno essere altamente istruttivi. Cosa fanno i sindacati a riguardo? Ci vuole una lotta dura - direi mortale - contro questi strapoteri di poche persone che controllano le banche centrali (private) ed io penso che non sarà scevra da pericoli. ATTENZIONE!!! Si toccano interessi enormi e planetari che sono in mano a signori che hanno in mano le redini del sistema economico mondiale.

Gradirei una risposta da parte sua perchè temo che le autorità di governo facciano orecchie da mercante su questa questione di vita o di morte per il popolo.


Dalla crisi è possibile uscire attraverso una riconsiderazione più forte della dimensione dell’economia reale, del produrre ricchezza attraverso il lavoro, e meno attraverso la logica speculativa dei mercati finanziari”. Il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, coglie l’occasione fornita dal convegno promosso dalla Fondazione della Camera dei deputati, sul tema “Il lavoro che cambia”, per rimarcare la centralità del lavoro come strumento per affrontare e superare la crisi economica in atto. Per Epifani, infatti, se il lavoro ritornasse ad essere il perno centrale del sistema economico, “allora potremmo dire che dalla crisi se ne esce con una lezione salutare”. Ma se questo non dovesse avvenire, “ripiomberemmo di qui a poco nelle stesse contraddizioni che ci hanno portato all’esplosione dei problemi che ci vedono coinvolti”.



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28/05/2009 10.13.39
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Ultima: 28/05/2009 10.13.39

 

Forse non e’ noto che  un farmacista che opera come dipendente presso qualsiasi farmacia privata guadagna circa eur 1.200 al mese. E’ vergognoso che un laureato che rischia in proprio DENUNZIE PENALI  dando medicinali abbia uno stipendio misero rispetto ad esempio ad uno medico ospedaliero,bancario,farmacista comunale,ecc,), stipendio che viene decurtato da tangenti obbligatorie come iscrizione all'ordine, versamento ENPAF, corsi di aggiornamento obbligatori  per crediti formativi,orari di lavoro massacranti..praticamente una già misera mensilità sparisce. Anche se si tratta di una minoranza debole non è giusto che il governo ed i sindacati  snobbino questi lavoratori schiavizzati dalla lobbies dei proprietari farmaceutici.Si fa presente che una commessa di farmacia guadagna circa eur 100 in meno con lo stesso orario e senza altri costi e rogne professionali.     Spero in una possibile  risonanza  e che  magari con il prossimo C.C.N.L.  si ripari l'ingiustizia.  GRAZIE.

 

 

 



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28/05/2009 10.09.47
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Ultima: 28/05/2009 10.09.47

 

Scrivo questo articolo con un forte magone. La rabbia è passata ed a lasciato il posto alla delusione ed alla tristezza ideologica/culturale rafforzata ancora dai continui litigi delle OO.SS. confederali.
Adesso BASTA!!!!
E' necessario ricompattarsi ed impedire che questo Governo ci porti alla deriva.

Cgil, Cisl, Uil a un passo dal baratro

Dallo scontro fra maggioranza e opposizione e dalle fibrillazioni sociali in corso è il sindacato a uscirne con le ossa rotte. L’unità sindacale, già precaria da molto tempo, è oramai un ricordo dei tempi di Lama, Carniti, Benvenuto. Sotto il peso degli eventi (vertenza Alitalia, caos scuola, vicende pubblico impiego ecc.) e soprattutto sotto il peso di una strategia disgregante del governo, la “triplice” si è sbriciolata. Cgil, Cisl, Uil marciano divisi e impotenti, impegnati a rinfacciarsi responsabilità e accuse.

I lavoratori sono delusi e sfiduciati e gli stessi iscritti sono oramai in uno stato di prostrazione.

Quella della divisione sindacale è una storia già vista. Non si sono mai rimarginate le ferite degli anni ’50, quando dominavano le ideologie e i sindacati rispondevano ai partiti di “provenienza”. Non fa male ricordare che in Italia, nel 1945, i sindacati furono rifondati dai partiti, a cui rispondevano, prima che ai lavoratori.

Ad ogni modo, un sindacato diviso non ha scampo e non ha futuro.

Contestualmente, quando un governo punta tutto sulla propria autoreferenzialità e persegue la linea di sfiancare e dividere il sindacato, una linea basata su provocazioni e ricatti (“prendere o lasciare”), entra in un campo minato: i fuochi che divampano rischiano poi di bruciare tutto e tutti. Se manca un sindacato forte e credibile, i lavoratori si dividono in mille rivoli e in mille lotte, per lo più inutili, corporative e sempre più esasperate, con danni per se stessi e per il paese (vedi caso Torino). I limiti e gli errori dei sindacati sono evidenti: c’è impotenza di fronte alla crisi e c’è soprattutto un problema di rappresentatività, quindi di democrazia.

Il sindacato deve essere rivoltato come un calzino, attraverso una grande e profondo rinnovamento di uomini e di idee. Rinnovamento che non può che partire dal basso.

E’ l’ora che tutti facciano un passo indietro.
La Cgil non rinuncerà mai alla ricerca dell'unità. Di Vittorio diceva di ricominciare un minuto dopo la rottura. E' quello che stiamo facendo, con pazienza e determinazione. Leggiamo l'intervento di Epifani al congresso Cisl che andava in questa direzione. Deve però prevalere la disponibilità al confronto e non la tendenza all'esclusione come si è fatto con l'accordo separato. Il moderatore



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28/05/2009 10.00.20
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Ultima: 28/05/2009 10.00.20

 
Non si può andare avanti così. Senza lavoro come si può avere un futuro? Negli ultimi 10 anni tra contratti a progetto, lavori interinali, lavori a tempo determinato ho cambiato 10 volte lavoro. Questa non è flessibilità ma una distruzione dell'individuo e degli ideali su cui dovevamo creare una società migliore. Ma è possibile che non contiamo più nulla?

Massimiliano


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18/05/2009 11.18.21
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Ultima: 18/05/2009 11.18.21

 
cari compagni lo stato delle cose gravi determinatesi per il pianeta lavoro trova la sola risposta senza se senza ma, non si e' stati capaci di eliminare la legge che ha creato un imbarbarimento del lavoro e del vivere civile.
pare che a tutti e' concesso fare cio' che si crede, se un datore di lavoro assume un cittadino per farlo lavorare e, come un italiano che assume per pochi euro una badante e gli proibisce di uscire, la badante non e' piu' padrona di parlare o di agire contro le ingiustizie, mentre il lavoratore e' costretto a subire le angherie di questo spregiudicato mercato del lavoro che non fa' sconti a nessuno.
noi nel cilento abbiamo una situazione molto pericolosa che e' fuori controllo della legge.
il 43 % dei cittadini vive di espedienti.
a tutto cio' si sta' instaurando una cultura cioe' ognuno puo' fare cio' che crede senza il rispetto delle regole, tanto si e' certi di non pagare.
a me' fa' rabbia una sola cosa, le istituzioni democratiche fanno finta di voler risolvere i problemi anzi vi posso garantire una cosa, oggi chi come noi si batte per la legalita' forse da molti cittadini e' mal visto perche' con le nostre denunce cerchiamo di garantire la legalita' e la democrazia.
un esempio lo spi e la fp di sapri hann prodotto un vertenza sanita' abbiamo denunciato gli sprechi nella sanita' e garantire posti di lavoro fissi ma esistono le istituzioni che sono sorde.
abbiamo raccolte le firme per la metanizzazione nel cilento proposta passata alla unnanimita' nel congresso cgil di salerno tutto cio' per creare lavoro per circa 5 anni e far risparmiare soldi ai cittadini per i servizi specie ai risporanti che usano ancora il gpl, abbiamo fatto un analisi di risparmio ma i alcuni sindaci sono contrari.
lo spi di sapri ha contattato i compagni gobbi e martinelli esperti di servizi ed ambiente per fare una grande assemble pubblica a sapri per i servizi per il lavoro.

ricordero' sempre mio padre che mi diceva tanti anni or sono caro figlio a me' queste camice scure non mi piacciono e tanti anni fa' mio padre aveva ragione.


buon lavoro dal lontano cileto


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18/05/2009 11.14.01
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Ultima: 18/05/2009 11.14.01

 
solidarietà ai compagni metalmeccanici-
ritrovare la solidarietà tra tutte le categorie dei lavoratori per ricompattare tutto il sindacato.
le rivendicazioni dei metalmeccanici sono anche mie; le rivendicazioni dei ferrovieri sono anche mie ;
le rivendicazioni degli edili sono anche mie ; le rivendicazioni dei marittimi sono anche mie; le rivendicazioni delle altre categorie di lavoratori sono anche mie. Unità nella lotta di tutti i lavoratori
necessita della solidarietà di tutte le categorie dei lavoratori. Dunque,cosa aspetiamo a riunirci ................neel stesse lotte......................................ciao, maledetti vi amerò!!!


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07/05/2009 18.17.24
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Ultima: 07/05/2009 18.17.24

 

Il mio messaggio riguarda la manifestazione meravigliosa del 4 aprile, purtroppo oscurata oggi dalla tragedia del terremoto in Abruzzo.
Tutto bello fino alla fine, quando come al solito il "bravo" cittadino prende il sopravvento sul bravo manifestante..............tutti seduti sui giornali...........rimasti sul prato...........seduti sulle bandiere CGIL, miseramente abbandonate sul prato e per le vie della città, in mezzo agli arbusti..........
Ho sentito chiara l'ostilità di alcuni romani esasperati dalle manifestazioni,.......
ma cosa pensereste voi se ogni settimana vi trovaste la città devastata dai rifiuti lasciati dei manifestanti?
Penso che CGIL abbia previsto un servizio di pulizia, ma perchè sporcare inutilmente?
E poi non pensate che le nostre bandiere meriterebbero cura e rispetto.........oltre a rappresentare un considerevole costo per i territori?
Comunque ora è il tempo della solidarietà a chi ha subito una tragedia......sosteniamo
la raccolta fondi, aiutiamo ad aiutare, tutti uniti, dietro la bandiera della CGIL.
Mirelva FILCAMS Cremona



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07/05/2009 18.05.41
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Ultima: 07/05/2009 18.05.41

 

carissimi, mi ha fatto un immenso piacere leggere l' intervista sul "Riformista" rilasciata dal segretario CGIL Podda. Forse non tutto è perduto, forse c' è ancora qualcuno nella CGIL che ha una cultura da CGIL:sindacato generale ed unitario. Mi auguro si faccia presto ad affrontare quei nodi sollevati e non piu' procrastinabili. Nessuno puo' garantire il lavoro dipendente ed i piu' deboli, se non una politica sindacale che sappia unire ed incidere positivamente nella cultura generale e nei rapporti sociali ed economici. La forza unitaria dei lavoratori dipendenti, può aiutare questo Paese ad essere piu' giusto ed a recuperare una qualita' di valori che oggi, in parte sono smarriti. Forza...è il momento giusto per tirar fuori tutto il coraggio e l' intelligenza di cui siamo capaci.
l.cognetti



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07/05/2009 18.03.05
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Ultima: 07/05/2009 18.03.05

 
vorrei esporre un mio grande problema riguardante all lavoro prima di tutto spero che tutti leggano questo mio messaggio e volevo far sapere ha tutti i bergamaschi che sono stanco di farmi prendere per il CULOOO!!! da queste agenzie interinali che promettono ha destra e ha manca posti di lavoro io sono iscritto da quattro anni in tutte le agenzie di bergamo e provincia e quando vado ha fare domanda mi chiedono le esperienze lavorative e io ne ho moltissime non per vantarmi ma ho lavorato im molte aziende come mulettista magazziniere e imprese di pulizie, ma ora sono quattro anni disoccupato, e loro mi dicono che hanno moltissime offerte di lavoro di questo genere e poi ti lasciano in attesa per anni senza mai richiamarti. oltretutto in vetrina anno affisso moltissimi annunci dove richiedono operai pulizie operai magazzinieri. quando vai da loro le impiegate con la loro faccia tosta ti dicono che sono già apposto. e il bello che quando ritorni dopo mesi per sapere se ce qualcosa di nuovo eccoti una bella sorpresa in vetrina ancora dopo lunghissimi mesi gli stessi annunci. ma allora e proprio vero che queste agenzie interinali sono solo privileggiati gli exstracomunitari. ora basta facciamo qualcosa chiudiamole tutte. per favore se qualcuno che come me ha avuto di questi grossissimi problemi scrivetemi alla mia e-mail matrixwoo@jumpy.it. uniremo le nostre forze e faremo delle grandi battaglie e difenderemo i nostri posti di lavoro.W I DISOCCUPATI ITALIANI.

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05/05/2009 9.24.55
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Ultima: 05/05/2009 9.24.55

 

Buonasera,
non riesco a capire la riconferma del governo Berlusconi. Mi chiedo come sia possibile dimenticare la storia, dimenticare ciò che i nostri avi, hanno conquistato per noi. Vedere così i diritti del cittadino calpestati, ignorati, violati, sentire di essere impotente di fronte a questi Ministri così illustri ma privi di conoscenza o così arrivisti da girare la conoscenza a mo loro, mi rende ancora più ribelle, pronta a lottare per mantere ciò che ci spetta. Il Ministro Brunetta così convinto di portare ordine e giustizia non fà altro che alimentare malumore. Perchè non verifica chi lavora e chi non? Non è colpire sulle malattie che porta giustizia in quanto all'interno del lavoro c'è chi produce di più e chi meno.Perchè colpire così la Pubblica Istruzione, gli Enti Pubblici, forse il Ministro ha dei rancori verso questi enti? La Nostra Ministra Germini.... che riforma....sicuramente con l'introduzione dell'insufficienza in condotta avremo in futuro tutti dei soldatini, delle statuette di perfezione, ma è sicuro che il bullismo o quant'altro ella avesse in mente in quel momento si combatte così?
Che uomo il Nostro Berlusconi lo ha dimostrato con l'evento del terremoto all'Aquila " Si è commosso", ha dimostrato di avere un cuore, ma questo lo farà ripensare a tutto il macello che stà combinando? Forse è solo una manovra per conquistare voti alle Europee.
s.g.



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05/05/2009 9.23.26
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Ultima: 05/05/2009 9.23.26

 

carissimi, da tempo,la metà degli anni 80' con la sottoscrizione dell' accordo su un sistema pensionistico differenziato per coloro i quali non avevano ancora maturato i 18 anni di contribuzione, che, come iscritto, mi sono posto il problema di una politica sindacale che nulla togliesse ad una parte di (lavoratori consumatori)per darla ad un'altra(sempre di lavoratori consumatori. Non che ciò non me lo sia posto anche prima, per la moltitudine di situazioni anacronistiche che evidenziavano rendite di posizione insostenibile( pensioni baby, retribuzioni e benefit nelle banche oppure in aziende pubbliche e senza concorrenza), ma quell' accordo, sanciva verticalmente che nulla più era possibile senza una compatibilità e dunque, in un certo modo, che la festa era finita ed avrebbe dovuto esserlo per tutti, con una presa di coscienza del percorso nuovo che i gruppi dirigenti avrebbero dovuto delineare sul quale chiamare il mondo del lavoro nel suo insieme ad una riflessione ed ad esprimersi. Purtroppo, anzichè rendere consapevoli i lavoratori che la festa era finita, i sindacalisti si sono divisi in buoni e cattivi conservatori, quelli che volevano contrattare sulla base di qualche riconoscimento delle esigenze di compatibilità e coloro i quali, pur sbraitando verbalmente a favore dei più deboli, difendevano in sostanza lo status quo.
Oggi, siamo in presenza di un mondo del lavoro in ginocchio sul piano sindacale e, per molti lavoratori in ginocchio anche sul terreno delle condizioni di vita e lavoro........eppure, era proprio così maledettamente difficile e complicato ipotizzare che le relazioni nel mondo del lavoro sarebbero cambiate? Era così difficile immaginare che i sistemi contrattuali tradizionali(di categoria)sarebbero stati messi in crisi dal mercato o dai molti soggetti indifesi che entravano sempre più dirompentemente nel lavoro? Era davvero complicato immaginare che molti non ne potevano più di vedere persone garantite da rendite di posizione pagate dalle tasse dei contribuenti....i lavoratori! Soprattutto, è possibile che nessuno tra i dirigenti sindacali abbia voluto indicare una via unitaria comprensibile, sul piano del diritto e del reddito, a tutti i lavoratori? Per la verità qualche tentativo, timido, di effettuare un salto di qualità è avvenuto col l' ipotesi sulla compartecipazione, ma è stato abbozzato...e subito messo da parte. Ma la sostanza, che non ci aiuta verso i più deboli, resta la finalità del sindacato, che oggi è a dir poco...appannata. Vogliamo difendere tutti? Daccorso! Ma come si riesce ad unire tutti? Io credo ancora che si possa farcela a costruire un sindacato unitario e di tutti, un sindacato nel quale non ci si iscriva solo per il bisogno dei servizi da esso erogato, un sindacato nel quale non si discuta più di come contrattare i 5 contratti dei metalmeccanici.....perchè 5 contratti....sono troppi per non dire peggio. Meglio ragionare su come contrattare le garanzie economiche ed i diritti minimi per tutti, ed il resto, se riusciamo, con una funzione più forte ed incisiva del ruolo dei lavoratori dipendenti, nelle imprese. Servizi, agricoltura e situazioni particolari vanno trattate a parte, sia perchè a volte rappresentano situazioni che vanno sostenute dalla contribusione collettiva ed anche per la specificità delle funzioni(polizia, trasporti, sanità VVFF etc.). Perdonatemi se ho voluto mettere in discussione con questa mia, posizioni consolidate in molti dell'apparato sindacale, ma, non siete stanche e stanchi anche Voi nel vedere che non servite più a niente con questo sistema di relazioni sindacali e che invece ci sarebbe bisogno del vostro impegno ed entusiasmo per unire, in modo nuovo, sigle e lavoratori, offrendo servizi sì e magari anche migliori e più diffusi ma anche perchè no.....una linea sindacale capace di far guardare con fiducia il futuro di chi fa la tessera ed anche di chi non la fa?

Apriamo la discussione



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23/04/2009 11.49.09
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Ultima: 23/04/2009 11.49.09

 

Ai Sindacati e politici sensibili ai più deboli



Sono oramai 15 anni che i pensionati con le proprie associazioni sindacali chiedono al governo l’aumento reale e la rivalutazione delle pensioni (l’aumento medio in percentuale all’anno in questo periodo è stato di ben 2,35%).

Dal governo la risposta è sempre stata: “Non ci sono soldi”; poi si viene a sapere che i soldi sono stati trovati per Alitalia (milioni 350) non si capisce perché Maroni 15 giorni prima delle elezioni in TV aveva detto a Prodi di non pensarci nel dare soldi; per la Fiat (milioni ?); si trovano pure soldi per salvare le banche (milioni ?); il Presidente del Consiglio va a trovare Gheddafi e gli porta 1 migliardo di euro; Ma allora i soldi quando c’è volontà si trovano.

Sono pure stanco di sentire Il Presidente del Consiglio e altri ministri dire che i cittadini vanno capiti se cercano di non pagare le tasse perché effettivamente queste sono troppo alte (sta parlando a tutti i cittadini o solo per i lavoratori autonomi); Una domanda mi sovviene, perché allora dal governo le tasse non vengono abbassate? forse non c’è interesse, perché dovrebbero abbassarle anche a ai pensionati e lavoratori attivi e così si diminuirebbe una parte del montante sicuro che forma il bilancio dello stato, mentre i lavoratori autonomi di cui il Presidente del Consiglio è più sensibile hanno la possibilità di regolamentarsi (o addirittura ricevendo condoni facendoli contenti).

I sindacati di categoria dei pensionati dicono che non esistono strumenti di pressione con il governo per la contrattazione.

Faccio una proposta sopratutto ai sindacati dei pensionati e attivi ma anche a tutti i politici con a cuore i problemi dei più deboli: “chiedere al governo di toglierci il prelievo fiscale alla fonte”; cioè vogliamo essere trattati uguale a milioni di lavoratori autonomi in nome della uguaglianza e giustizia fiscale; Vogliamo anche noi la possibilità di avere comprensione dal Presidente del Consiglio e ministri vari. Non vogliamo più essere GABBATI.

Credo che chiedere e se necessita lottare per tale richiesta nessuno si può vergognare.

ugo sondrio




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17/04/2009 11.23.56
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Ultima: 17/04/2009 11.23.56

 

Che delusione anche oggi sono stato al centro per l'impiego.....non c'è gnente per quelli come me,perchè ho 52anni e sono troppo vecchio per il mercato del lavoro e giovane per la pensione anche se ho 35 anni di contributi.....allora che cosa dovrò fare per far continuare a vivere la mia famiglia?



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17/04/2009 11.22.23
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Ultima: 17/04/2009 11.22.23

 
Cari lavoratori, un invito a coltivare assieme al divertimento, anche dei valori veri:
amore per le persone, pace per tutto il mondo, accoglienza dei bisognosi, cultura elevata per tutti, diritti universali, solidarietà vera per chi soffre per la fame e la sete, uguaglianza per tutti i cittadini del mondo, più libertà e democrazia in tutti i paesi del mondo.
w l'unità sindacale
w l'unità dei lavoratori
w la festa del mondo del lavoro
w il primo Maggio.
sono con voi, la storia la facciamo noi.
ciao a tutti.
Francesco Lena 


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08/04/2009 12.54.27
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Ultima: 08/04/2009 12.54.27

 

perchè difronte al disastro il governo non si ferma e riflette:è proprio necessario costruire un ponte sullo stretto? perche non si può unificare i referendum con le elezioni e così risparmiare i soldi e utilizzarli per i terremotati? antonella



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02/04/2009 14.13.33
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Ultima: 02/04/2009 14.13.33

 

Ciao a tutti
Sono un educatrice a progetto di 26 anni e lavoro da ormai 5 anni con le cooperative sociali all'interno di servizi appaltati del pubblico impiego (nidi, scuole materne e elementari)
In tutti questi anni ho assistito a tante ingiustistie, e soprattutto alla negazione da parte dei lavoratori stessi dei propri diritti, questo perchè a volte nel mio settore affermare i propri diritti equivale a perdere il posto di lavoro. E' possibile che oggi in questo paese che ha cosi bisogno di educazione, si neghi o si bistratti a tal punto gli educatori stessi?
Un abbraccio a tutte le lavoratrici e i lavoratori Alice



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01/04/2009 15.41.14
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Ultima: 01/04/2009 15.41.14

 

PALAZZO CHIGI
Consiglio dei ministri n.43 del 01/04/2009

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:


il Consiglio dei Ministri si è riunito questa mattina, alle ore 6,45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.

Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

Presenti Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL).

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:


su proposta del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dei Ministri della Funzione Pubblica, Renato Brunetta detto er nano, dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti detto financial creative:

per i dipendenti ministeriali immediata restituzione del FUA (Fondo Unico di Amministrazione) con ulteriore adeguamento pari a €. 300,00 mensili a decorrere dal 1 Gennaio 2009 e le conseguenti scuse da parte del Ministro competente;
per i dipendenti degli enti pubblici non economici (INPS, INPDAP, INAIL, ecc.) soppressione totale del art. 67 comma 2 - Legge 133/2008 e restituzione delle relative somme ai fondi di contrattazione integrativa con ulteriore adeguamento di €. 5.000,00 pro-capite a titolo di risarcimento per le lotte sostenute dai dipendenti e le scuse da parte del Ministro competente;
per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione erogazione immediata della somma di €. 150,00 pro-capite mensile a titolo rinnovo contrattuale biennio 2008/2009; soppressione dell'art. 71 Legge 133/08 (malattia del dipendente);
abrogazione immediata di tutte le norme, decreti leggi, circolari, offensive nei confronti dei dipendenti e le scuse pubbliche di er nano Brunetta.
In chiusura il Consiglio dei Ministri ha deliberato, con atto unilaterale, un provvedimento unico il quale stabilisce che nella giornata del 1° Aprile è consentito credere alle favole e ringraziare il buon Silvio, er nano Renatino e il creativo Giulio per averci proprinato questo ignobile e squallido scherzo.

VA A LAURA', TERU'!!!



By Angelo Stelitano

Della serie una risata vi seppellirà......



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01/04/2009 9.14.08
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Ultima: 01/04/2009 9.14.08

 

Questa crisi pone due problemi: uno immediato, di dare una risposta ora, non futura, ai problemi sociali da essa creati, ed uno di prospettiva, di come evitare che simili disastri si ricreino nel tempo.
Su quest'ultimo aspetto brilla l'assenza totale di un tema per me centrale: la natura attuale del potere decisionale in economia.
Ha iniziato Menenio Agrippa a teorizzare l'utilità sociale di coloro che mangiano ma non lavorano, poi con l'avvento del capitalismo abbiamo affidato le sorti dell'economia alle decisioni di pochi, guidati esclusivamente dalla ricerca del massimo profitto.
Con l'egemonia del neoliberismo questa teoria si è progressivamente estesa anche al potere democratico: le affermazioni di Berlusconi sull'inutilità dei parlamentari non sono altro che la coerente applicazione di queste teorie al potere politico.
Ma la crisi economica dimostra il fallimento di questo medello di gestione dell'economia. Ci dicevano "sopportate le inevitabili ingiustizie sociali, perchè il vantaggio di questo modello di sviluppo è quello di un crescita generale garantita a tutti".
La crisi smaschera l'infondatezza dell'edeologia liberale.
Dall'89 al 2009, nell'arco di vent'anni, hanno dimostrato la propria totale inadeguatezza sociale sia il modello comunista che quello capitalista.
Non è forse giunta l'ora di riproporre il tema della democrazia in economia? Un tema contenuto, come principio, nella Costituzione, mai applicato, lontano sia dal modello socialdemocratico, che dalle idee dei comunisti e post comunisti. Eppure se fossimo davvero marxisti, dovremmo sapere che questo è proprio il nocciolo della teoria marxista: rispondere alla crisi economica attraverso la socializzazione dei rapporti produttivi.
Buno Trentin ebbe una bella intuizione su questo argomento col suo libro "Da sfruttati a produttori". Chiedo alla CGIL di ritornare a riflettere su questo problema.



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29/03/2009 16.23.52
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Ultima: 29/03/2009 16.23.52

 

Ciao,
sono RSA dell'azienda dove lavoro nonchè membro del direttivo milanese della categoria (FISAC). Ho scoperto con piacere dell'esistenza del blog e, mi sono detto, era ora! Tra l'altro ho letto in home page:


"Intervieni su questi temi per esprimere le tue valutazioni, le tue opinioni, per avanzare i tuoi interrogativi, le tue domande, perplessità e dissensi, per fare le tue proposte, per far conoscere la tua condizione sociale e di lavoro.
Dialoga con la CGIL!"

Ecco, DIALOGA CON LA CGIL, credo sia la chiave perchè i lavoratori hanno necessità di dialogare. Tantissima. Anche con sistemi più immediati come internet. Però per dialogare si deve essere in due, almeno.

Allora forse ho capito male, spiegatemi: qui la CGIL risponde ai lavoratori o invece è solo una bacheca virtuale dove i lavoratori inseriscono i "post it" virtuali?

Se volete la mia opinione il dialogo vero, cioè un forum di discussione dove CGIL propone e spiega, motiva e promuove, e pure impara e conosce potrebbe essere vincente. Se non altro interessa e crea partecipazione.
Diversamente un blog di soli lavoratori, senza risposte CGIL, mi pare un po' troppo interlocutorio e rischia di fallire per poco interesse dei lavoratori stessi.

Ciao !!



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29/03/2009 16.14.17
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Ultima: 29/03/2009 16.14.17

 

Salve, sono un "lavoratore a progetto" in un Organismo non Governativo (ONG). Ci occupiamo di cooperazione internazionale, educazione allo sviluppo, educazione interculturale e con le nostre attività (ormai sempre più finanziate soprattutto da Fondi Europei e/o locali) "copriamo" il grande vuoto su questi temi dell'attuale governo. La precarietà per noi non è una novità...ma ora la situazione è diventata insostenibile.
Penso che oggi come mai sia importante rafforzare la CGIL. Pur avendola criticata negli anni scorsi per alcune scelte mi sembra oggi che sia (purtroppo) l'unica grande associazione che ha obiettivi concreti e una visione chiara del disegno della destra. Ci sarò il 4 aprile e cercherò di far partecipare altri miei colleghi.



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26/03/2009 8.50.40
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Ultima: 26/03/2009 8.50.40

 

Da oltre 30 anni mi considero un uomo di SINISTRA, perchè per me essere di sinistra vuol dire vivere in un mondo senza distinzioni, superiorità, egoismi e sopraffazzioni. Questa crisi mondiale è dovuta proprio perchè ci sono stati questi elementi negativi che sono arrivati all'eccessso, si è pensato solo ad arricchirsi in pochi e a dare briciole di pane a molti. Oramai siamo arrivati al limite del baratro e ce ne siamo accorti troppo tardi. L'antidoto a questa crisi secondo me è quello di azzerare tutto e di ricominciare daccapo,collaborando tutti senza distinzioni, egoismi e sopraffazzioni in modo che tutti possiamo vivere decentemente. Collaborare in armonia e trovare nuove idee e comportamenti è la ricetta giusta secondo me per passare questo momento critico. AIUTIAMOCI a VIVERE meglio è il mio motto. Chi scrive questo messaggio è un recente disoccupato, faccio parte di quel partito che ha la maggioranza assoluta cioè il Partito dei Disoccupati che insieme ai pensionati e agli operai (ivi compreso i precari),vive un momento davvero drammatico. Ho una famiglia di 5 persone, pago un mutuo e mi trovo in mezzo a una strada senza un sostegno, senza reddito e senza SPERANZA!!!! AIUTIAMOCI a VIVERE meglio. Oggi l'Italia ha bisogno più che mai della CGIL, di quella CGIL di Di Vittorio che combatteva a qualsiasi costo pur di aiutare chi ha veramente bisogno di serenità e felicità. Epifani ci ispira fiducia e io che sono tesserato sono fiero di avere un segretario così.Spero vs. attenzione a questo messaggio, SALUTI e.........AIUTIAMOCI a VIVERE meglio. Dopo 27 anni di duro lavoro, oggi vengo considerato come una macchina da rottamare perchè non più competitiva. La repubblica ora è fondata non più sul LAVORO ma SULL'USA E GETTA tanto c'è la raccolta differenziata che raccoglie tutto anche le persone che non servono più e tutti quei valori che una volta erano sacrosanti (dignità, solidarietà e umiltà).



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26/03/2009 8.48.33
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Ultima: 26/03/2009 8.48.33

 

qui alla agenzia entrate pretendono che senza soldi ,sia nello stipendio ,
sia senza premio di produzione, pretendono obbiettivi che se uno da 100 pretendono 130 se dai 130 vogliono 150. lo sfruttamento sotteraneo di chi lavora con coscienza per i contribuenti e per senso del dovere e arrivato al punto di non ritorno .



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25/03/2009 14.44.38
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Ultima: 25/03/2009 14.44.38

 

Ciao a tutti.
Sono una ex precaria con contratto di somministrazioneora disoccupata dal 31/12 a seguito della legge Brunetta.
Dopo aver lavorato con estremo impegno per quasi 6 anni continuativamente mi trovo ora disoccupata e, colmo dei colmi, nemmeno "conteggiata" nel censimento dei precari tanto sbandierato dal Ministro Brunetta in questi giorni a causa della tipologia del mio contratto flessibile non considerato nel suddetto censimento.
Trovo questa situazione assurda.
Con tanta amarezza e dolore
Elena



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20/03/2009 12.54.03
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Ultima: 20/03/2009 12.54.03

 

E vero che sta venendo al pettine un grande Caos, ma da chi è voluto ? Mi ricordo che nel 1968 dalle manifastazioni fatte dai LAVORATORI, furono ottenute delle buone cose , tipo , i tre giorni di malattia pagati anche ai lavoratori delle fabbriche , i contratti stagionali che si effettuavano in molte fabbriche italiane sono stati eliminatila CIG uscita fuori quel periodo per modernizzare le fabbriche ormai vecchie,il mancato controllo sui lavoratori in CIG (che effettuavano il 2 lavoro ) che chiedevano loro stessi di essere messi in CIG,tutti quei lavoratori non usati per i LSU , come è stato fatto nel 1992/93 dopo aver assunto quelli delle cooperative ed associazioni usati fino a quel momento ,la legge sui LSU che permette ai Comuni ,alle Regioni ,alle Province ed a vari Ministeri di utilizzare i lavoratori in CIG senza versargli i contributi per la pensione , vi sono persone che dopo aver lavorato 13anni di continuo con gli LSU presso un comune sono andati un pensione con la mobilità lunga perchè come lavoratori non gli spettava nulla di più avendo lavorato 36 ore settimanali ,oggi stanna avvenendo le stesse cose dell'autunno caldo , si parla tanto di sicurezza ,dall'amatissimo governo vengono stanziati dei soldi ,come sempre non si parla di far lavorare chi stà perdendo il proprio lavoro , ma le squadre legate chissà a chi , vi è una crisi economica non indifferente ,il primo grande intervento sempre dell'amatissimo nostro governo viene fatto dando aiuti economici alle Banche , un mio amico il primo aprile lascerà il suo lavoro presso una banca ,prendendo come buonuscita 40.000,00 euro in più oltre a quello che le aspetta , ma chi stà in crisi? io sono un pensionato del comune di Roma ,sono andato via con oltre 40 anni di servizio e la pensione non mi viene più doto il cento per cento , ma l'80% queste sono le GRANDI CONQUISTE DEI LAVORATORI ITALIANI , e non sempre dobbiamo ringraziare chi governa ...............................................................



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18/03/2009 16.45.09
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Ultima: 18/03/2009 16.45.09

 

Sinceramente quale ex rappresentante RSU della Cisl mi rattrista molto vedere che CISL e Uil vanno in direzione opposta alla CGIL.
Se l'intento era di spaccare ulteriormente il sindacato sicuramente tutti questi avvenimenti sono un segnale preoccupante di quello che sta accadendo in Italia.

A tutti i rappresentanti CGIL do il mio pieno sostegno, andate avanti cosi perchè, al momento attuale siete gli unici che possono rappresentare i lavoratori in modo completo e equilibrato.

Saluti, Marco.



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18/03/2009 12.54.00
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Ultima: 18/03/2009 12.54.00

 

le scuole tecniche subiranno una riduzione delle ore di scienze.
gli insegnanti anziani rischiano di dovere uscire dalla scuola per la quale hanno lavorato.....
lo stasso succede per tante maltre materie.
Qui im Sicilia, due terzi dei possessori dell'art 33 legge 104 hanno genitori anziani capaci di prepararsi da mangiare e arrivare al panificio. Talvolta seguono amorevolmente i nipoti.
Alcuni hanno chiesto la 104, ma non hanno conoscenze adeguate, e nonostante un alzaimer, si sono visti la 104 negata.
Una minoranza ha realmente situazioni drammatiche da fronteggiare.
I miei colleghi a fine mese contano i giorni che spettano, e rimangono a casa semza motivazione.
Alcuni hanno ottenuto l'invalidità con amicizie politiche, e non solo in ambito medico.
sono stata costretta a uscire anche io la 104 della mamma per non farmi avanzare in graduatoria da colleghi giovani, i cui genitori badano ai nipotini....
nei trasferimenti il possessore dell'art 33 legge 104 ha la precedenza , nei comuni con più distretti, non solo nelle scuole in vicine all'abitazione dell'assistito, ma anche nelle scuole distanti dallabitazione dell'assistito.
Facciamo un esempio:
io voglio andare dalla mia scuola perchè si stA contraendo, o perchè ridurranno le ore della mia materia.
Abito con mia madre e l'assisto.
La mia scuola è vicina all'abitazione di mamma, e nello stesso distretto....
non ho diritto alla 104, ma una collega appena entrata in ruolo, che chiede il liceo vicino casa mia...e lontanissimo dall'abitazione della sua poco invalida mamma,.....mi precede.
Infatti ha inserito, come prima scuola, una vicino alla sua mamma,....ma in cui non sono disponibili cattedre.
Io invece ho inserito anche cattedre orarie etc etc, ho 20 anni di onoratisimo servizio, sono vincitrice di concorso a Milano,laurea con massimo voti, so gestire laboratori, parlo inglese, ho iniziato il francese e l'arabo..ecc
E soprattutto mi vergogno a usare le leggine per fregare i colleghi.
Presentare la 104 mi ha privato di dignità ndella mia inirata anzianità di servizio
gabriella



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16/03/2009 17.06.54
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Ultima: 16/03/2009 17.06.54

 

Caro Moderatore,
qualcuno mi insegnò che niente avviene sotto il cielo senza una causa precisa. Chiediamoci allora se gli attuali comportamenti di CISL e UIL nel settore del pubblico impiego non scaturiscano anche dalla consapevolezza che politiche sciagurate in questo campo della CGIL hanno progressivamente eroso consensi ed iscritti alla CGIL, incoraggiando così e forse giustificandoli per le loro attuali scelte. Inoltre, non mi sembra mai buona politica ignorare le ragioni altrui e non cercare di approfondire, con una analisi schietta ed intelligente, le cause che determinano gli altrui comportamenti. Credimi, con molta simpatia e un grazie per l'attenzione, Giulio Molisani, FP/Cgil Esteri

Se secondo te, i comportamenti degli altri sindacati dipendono dalla CGIL, e dalle "sue politiche sciagurate", forse dovresti chiarire un pò meglio il tuo "pensiero", per permettere a noi di capire i "nostri errori". Io credo che ognuno è sempre responsabile delle proprie azioni e che gli alibi non vadano mai cercati altrove. Il Moderatore



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16/03/2009 16.46.06
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Ultima: 16/03/2009 16.46.06

 

Non nego,che alla mia domanda del giorno 08/03, potessi ricevere una risposta precisa.Ora cerco di entrare nel dettaglio : come si sente un lavoratore, dopo anni di sano ed onesto servizio , dopo anni di sana cgil e molti come delegato,disoccupato e non tutelato??? Attendo ora una risposta piu precisa. Grazie.

In queste condizioni ci si sente male. Come tutti quelli che perdono il lavoro e non hanno nè alternative, nè sufficienti tutele. La lotta che sta conducendo la Cgil su questi temi è sotto gli occhi di tutti. Le nostre proposte sono in prima pagina anche del blog. E' il Governo che non ci sente! Solo adesso si è svegliata anche Confindustria che chiede "soldi veri" e non parole. Meglio tardi che mai. Il moderatore



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16/03/2009 16.39.02
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Ultima: 16/03/2009 16.39.02

 

non è che sia molto semplice spiegare cosa significi l'indice europeo depurato dai costi energetici? potete girarmi una scheda riepilogativa con esempi di buste paghe.

Consulta il testo " Gli effetti dell'accordo separato" su Rassegna.it



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16/03/2009 11.01.52
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Ultima: 16/03/2009 11.01.52

 

Alcune idee per affrontare la crisi

Il mio nome è Giorgio Scalabrino Sasso e sono delegato RSU per la CGIL nell’Azienda ULSS 18 di
Rovigo. Ho pensato molto prima di scrivere queste poche righe. La proposta che più avanti mi permetto di avanzare è la conclusione di un percorso che prende
inizio da una discussione con un mio collega iscritto alla CGIL da sempre e che per me incarna tutti i dubbi e le incertezze che opprimono un uomo autenticamente di sinistra ai nostri giorni. Il coraggio di mandarla all’attenzione del mio Segretario Nazionale Guglielmo Epifani si è materializzata dopo l’attivo Regionale dei Quadri e dei Delegati svoltasi a Rovigo il 09 us. E’ stata proprio quella l’occasione che mi ha convinto che le nostre straordinarie buone ragioni
messe in campo per affrontare la crisi economica non sono sufficienti per coagulare quel vasto consenso che sarebbe necessario per opporre un freno alla deriva demagogica e fascistoide del Governo. La testimonianza poi di una delegata che ha raccontato di essere in cassa integrazione con il marito, dipendenti della stessa Azienda, con le laceranti conseguenze che questa situazione ha sulla loro famiglia mi ha confermato che chiunque può e deve pensare ad una soluzione per uscire al più presto dalla crisi. Una crisi che sta mettendo a rischio la coesione sociale, la tenute di molti nuclei familiari pregiudicando gli esiti stessi dell’uscita dal tunnel nel quale ci troviamo poiché i guasti che la crisi produce sono ferite difficilmente rimarginabili.
In momenti diversi gli esiti di crisi di questa portata hanno sempre invariabilmente portato all’esplosione di conflitti mondiali.

Mi sono posto tre fondamentali obiettivi:
1°) evitare che la CGIL
appaia
il sindacato che sa dire sempre e solo NO!;
2°) rompere l’ accerchiamento mediatico che ci dipinge come isolati dal contesto storico e non in
grado di confrontarsi con la modernità!;
3°) in particolare la crisi che attanaglia il Paese esige sacrifici da tutti e parlando del mio settore
quello pubblico evitare che si realizzi il progetto dei Ministri Brunetta e Sacconi di mettere contro i
dipendenti pubblici e i privati.
Tornado alla discussione con il mio collega mi sento muovere i seguenti rilievi:

a) la CGIL rischia l’isolamento con le sue argomentazioni ormai superate; b) il referendum non serve a nulla tanto il governo e gli altri sindacati stanno facendo quello che vogliono; c) per affrontare la crisi sono disposto a lasciare parte del mio stipendio per venire incontro alle  difficoltà del momento. Dopo aver sottolineato che poteva farlo in qualsiasi momento mi sono posto il problema di come utilizzare questa disponibilità. Ed ecco la folle idea che ho già esposto all’assemblea indetta dalla CGIL per il Referendum sull’accordo per la riforma del modello contrattuale di venerdì 13 us. presso l’Ospedale Di Rovigo. La CGIL da parte sua dovrebbe preventivamente verificare dopo una larga consultazione tra i lavoratori del settore pubblico la disponibilità a mettere a disposizione della crisi una dote finanziaria pari all’ammontare del valore di un rinnovo contrattuale; rinunciare cioè all’aumento dello stipendio per il prossimo triennio. La mossa successiva forti di questa disponibilità potrebbe essere quella di chiedere l’apertura di un tavolo dove sino invitate tutte le parti sociali per chiedere che: ognuna della parti si renda disponibile a mettere in campo una dote di risorse pari a a quelle rese disponibili dai dipendenti pubblici ed il Governo si dovrebbe impegnare a mettere nella

finanziaria con una manovra correttiva un a cifra pari all’ammontare del 10% del valore

totale dell’evasione fiscale stimata per ognuno degli anni 2008-2009-2010. Essendo questa montagna pari a circa 100 Mld di Euro si tratterebbe di impegnare il Governo a recuperare non più a parole ma a fatti cifre significative da mettere in capitoli di bilancio che affrontino le crisi drammatiche di settori produttivi importanti e per il finanziamento degli ammortizzatori sociali da estendere a coloro i quali ne sono sprovvisti, per il finanziamento della ricerca e per una riconversione delle risorse energetiche verso logiche di sostenibilità.

Un sincero abbraccio ed un avanti tutta al gruppo dirigente nazionale della CGIL

 



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16/03/2009 10.34.29
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Ultima: 16/03/2009 10.34.29

 

non è giusto che per via della crisi, una parte dei lavoratori di una struttura, venga affidata attraverso
l'esternalizzazione dei servizi produttivi ad altra società...

Questi processi sono in corso da molto tempo e rischiano in tempi di crisi di accentuarsi con il pericolo di destrutturazione del ciclo produttivo e con esso dell'occupazione e dei dirittti dei lavoratori. Occorre innanzitutto non subirli ma contrattarli, partendo dalla valutazione sulla legittimità della scelta in rapporto anche alle norme sulla "cessione di ramo d'azenda" se di questo si tratta. Coinvolgete il vostro sindacato territoriale di categoria. Il moderatore



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16/03/2009 10.33.33
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Ultima: 16/03/2009 10.33.33

 

Sono dipendente di una società privata, siamo 109 persone, l'accordo sul premio di PRODUTTIVITA' è scaduto da ormai 2003 ma l'imprenditore non vuol più rinnovare l'accordo, e precede avanti secondo i suoi calcoli facendo riferimento all'accordo 2003 e dandoci il contentino di 200 o 300 ??. La domenda che vi pongo è, il comportamento dell'imprenditore che non vuol rinnovare l'accordo è normale( sono iscritto della CGIL dal 1977 e sono rsu. Lino

No, non è affatto normale, un accordo integrativo aziendale ha una validità di quattro anni, il suo rinnovo o prolungamento può essere solo concordato tra le parti che lo hanno sottoscritto, e non può avvenire unilateralmente. come RSU potete presentare una nuova richiesta di contratto aziendale. il moderatore 



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16/03/2009 10.32.42
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Ultima: 16/03/2009 10.32.42

 

Ho capito perchè i lavoratori sono totalmente disaffezionati al Sindacato.
Per una esperienza che mi ha toccato in prima persona, sono oggetto di un vero sopruso da parte del datore di lavoro (un'azienda sanitaria pubblica) e pur essendo del Sindacato, della R.S.U e anche della commissione trattante, quando mi sono rivolto ad una persona di livello apicale nell'organigramma sindacale, adducendo le motivazioni che mi spingono a pensare che si tratti di una vera ingiustizia per risolvere la problematica, mi sono sentito rispondere in meno di 0,5 secondi un 2 di picche ! . . . che velocità !
Questo, è chiaro, non farà sì che straccierò la tessera del sindacato, chiaro, ma ho compreso appieno ed in maniera ancor maggiore il perchè la popolazione non ci vede di buon occhio. Germano

Non conoscendo i fatti, non siamo in grado di esprimere un parere di merito, ma possiamo affermare con certezza che il senso di giustizia, che anima un delegato della CGIL, non si ferma, non deve fermarsi, di fronte ad una risposta negativa. I Moderatori

Ciao Germano,non devi reagire cosi anchio sono stata umiliata e delusa da chi mi doveva tutelare,ma non straccio la tessera vado avanti con la mia idea e tu devi fare altrettanto.Anna Lisa(ex delegata FILCAMS)



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16/03/2009 10.28.11
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Ultima: 16/03/2009 10.28.11

 

Salve,sono un lavoratore del settore bancario nonchè RSA FISAC nell'azienda in cui lavoro. Volevo sapere se avete comunicati in merito alle opinioni dei lavoratori CISL e UIL riguardo all'accordo separato. Noi abbiamo un comunicato delle RSA UIL di Auchan rivolta alla segreteria nazionale. Invoncano un ripensamento un ritiro della firma e un ritorno all'unità sindacale. Se qualcuno avesse testimonianze o comunicati li renda disponibili perchè penso siano utili a far comprendere ai lavoratori cosa sta accadendo anche dentro le sigle firmatarie dell'accordo. Saluti a tutti i compagni.



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16/03/2009 10.26.45
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Ultima: 16/03/2009 10.26.45

 

Sono RSA FISAC CGIL nella mia azienda e mi piacerebbe raccogliere testimonianze di lavoratori soprattutto CISL e UIL sull'accordo separato.



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16/03/2009 10.19.42
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Ultima: 16/03/2009 10.19.42

 

MENOMALE CHE HO UN CONTRATTO A PROGETTO
Nn avrei mai creduto che un giorno l'avrei detto.... Ma vedendo la grave crisi che attualmente sta attraversando il mondo del lavoro, posso almeno dire di avere uno stipendio....
Un anno fà lavoravo in una fabbrica di borse con contratto a tempo indeterminato e full time....
Il mio datore di lavoro ha iniziato a servirsi della manodopera straniera e quelli che prima svolgevano quel lavoro sono stati "costretti" ad andare via... Essere perseguitati sul posto di lavoro è una cosa che andrebbe denunciata... lo so... e so che avrei dovuto farlo, ma le mie priorità in quel momento erano altre... pagare l'affitto... le bollette ecc. ecc.
Quando ho iniziato a lavorare in un call center con il contratto a progetto ero demoralizzata per le condizioni contrattuali, ma oggi mi rendo conto che nn c'è tanto da sputarci sopra....
Che il governo inizi a mettersi un attimino nei panni di chi come me nn ha più buchi per stringere la cinghia... arrivo a stento a fine mese... nn ho più la macchina per andare a lavorare e un debito in banca lasciatomi dal mio amatissimo ex convivente che nn so come pagare....
Accettare qualsiai lavoro???? se me lo offrono....



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16/03/2009 10.18.03
0 risposte
Ultima: 16/03/2009 10.18.03

 

siamo invisibili milioni di italiani sono invisibili e guardano quelli in televisione che hanno la pancia piena,molti giornalisti guadagnano tanto e lavorano poco,i telegiornali sono tutti uguali il fascismo ha preso il sopravvento su uno stato sociale.Finiremo molto ma molto male.I nostri governanti sono drogati e assetati di guadagno facile sulle spalle della povera gente e non capiscono che manderanno allo sfascio lo stato,questa classe dirigente è peggio di quella del medio evo ignoranti e presutuosi,il parlamento è pieno di inquisiti e donne.... W questo modo di fare W rubare le tasse ai poveri W i datori di lavoro che vanno in bmv W che un padre lavoratore non riesce a sfamare i suoi figli e non pagare le tasse. Alcuni giovani preferiscono andare a rubare piuttosto che guadagnare 600 euro.è una vergogna!Dove sono gli intellettuali quelli che una volta erano i primi a mettersi in gioco per fare evolvere la nostra societa? siamo rimasti soli..... MILIONI di persone sole in balia di quattro ladri.è una vergogna essere italiani in compagnia di questi signori



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13/03/2009 14.31.00
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Ultima: 13/03/2009 14.31.00

 

STASERA IN TV HO VISTO UNA PUBBLICITA' DI " INCA-CGIL; IO SONO UNA VOSTRA TESSERATA, E SONO RIMASTA MOLTO MALE NELL'AVER VISTO QUANTO MALE USATE I SOLDI CHE NOI VI DIAMO MENSILMENTE DALLE NOSTRE PENSIONI.CHE I NOSTRI SOLDI SIANO SPESI IN PUBBLICITA' SINCERAMENTE NON RIESCO A DIGERIRLA, TANTO PIU' CHE SONO CONVINTA CHE I PROFITTI DI TALE PUBBLICITA' VADANO NELLE TASCHE DEL SOLITO PADRONE DI TUTTO!!STASERA HO PRESO LA DECISIONE DI RESTITUIRE LA TESSERA E DI TOGLIERVI IL MANDATO A SUO TEMPO RILASCIATOVI PER IL PRELIEVO AUTOMATICO DALLA MIA PENSIONE DEL CONTRIBUTO MENSILE CHE VI VERSO.TANTO VI DOVEVO!

Sinceramente non capiamo le ragioni di tali risentimenti. Crediamo invece che diffondere, anche attraverso la pubblicità, un messaggio che consenta di far conoscere a tutti il ruolo sociale di Inca sia necessario, ancor più in considerazione di quanto sta succedendo nel mercato del lavoro. Ogni anno l'Inca accoglie nei propri uffici milioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, italiani e stranieri che spesso hanno bisogno di aiuto per rivendicare i propri diritti. I mass media sono strumenti fondamentali per far conoscere il nostro impegno sociale e, dunque, non possiamo farne a meno. Grazie alla campagna contro gli infortuni e le malattie professionali, che abbiamo realizzato lo scorso anno, abbiamo dato un contributo per sensibilizzare l'opinione pubblica su questi drammatici eventi che purtroppo scandiscono quotidianamente le cronache dei giornali. Con lo stesso spirito, quindi, abbiamo provveduto nel 2009 a impostare una campagna di comunicazione istituzionale che racconta cosa ha fatto l'Inca nel corso di 60 anni di storia repubblicana e quali sono gli impegni che intende onorare a sostegno di quanti si rivolgono a noi con stima e fiducia.      

Crediamo, quindi, di aver fatto un buon lavoro e senza alcuno scopo di lucro. Ci auguriamo che lei voglia ripensare a quanto ha affermato e che rinnovi la sua fiducia nella Cgil e nel suo patronato, che rappresentano un presidio importante per l'affermazione dei diritti del lavoro e di cittadinanza.  Il moderatore



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13/03/2009 13.07.07
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Ultima: 13/03/2009 13.07.07

 

salve,
ho letto di un bonus unatantum per i disoccupati precari e non, che la regione Toscana ha stanziato.
Vorrei gentilmente sapere se la domanda si può fare anche in abruzzo, visto che mi ritrovo di nuovo nella condizione di precaria disoccupata.
Distinti saluti

Non ci risulta un analogo provvedimento da parte della Regione Abruzzo. Tra l'altro il tema dimostra come l'esigenza di rispondere a questa condizione a livello nazionale, sia sempre più urgente. Il moderatore



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13/03/2009 13.01.32
0 risposte
Ultima: 13/03/2009 13.01.32

 

Cara CGIL

Sono un'educatrice di Asilo Nido, ho 50 anni e sono impiegata in questo lavoro da quando ne avevo 21.
Ho iniziato a riflettere sul mio futuro pensionistico e a tale proposito ho fatto alcune considerazioni, che vorrei esporre, al fine di promuovere una campagna di sensibilizzazione alle problematiche legate al mestiere di educatore di Asilo Nido.
- Questo lavoro impegna il corpo e la mente, coinvolgendo anche la sfera psichica. Le educatrici devono occuparsi attivamente di bambini in età compresa fra i 3 mesi ei 3 anni, bambini che hanno bisogno di essere lavati, cambiati, tenuti in braccio, coccolati e rassicurati, stimolati con varie attività educative.
- E' un lavoro quasi esclusivamente femminile; gli uomini che lo svolgono sono una strettissima minoranza e, di questi, ben pochi arrivano all'età della pensione continuando a svolgerlo, forse per ragioni culturali, forse perchè è molto coinvolgente.
- Sono venuta a conoscenza di studi che lo valutano come lavoro adeguato alla forza fisica maschile, mentre per le donne è considerato troppo faticoso; eppure le stesse sono la maggioranza degli occupati in questo settore.
- L'apertura dei primi Asili Nido moderni, cioè conseguenti alla chiusura delle opere OMNI e con progetti sociali e pedagogici innovativi e in linea con le richieste del Movimento delle donne, risale agli anni '70. Molte delle lavoratrici occupate, sono tuttora le stesse che hanno aperto quegli asili.
C'è da chiedersi se persone alla soglia dei 60anni siano ancora in grado di svolgere le mansioni sopra descritte e se la loro salute non ne subisca conseguenze negative.
Molti pensano che se una persona non è più in grado di fare il proprio lavoro, possa sempre chiedere il trasferimento ad altra mansione, ma, mi chiedo, è giusto?
Ho fatto l'educatrice tutta la vita, e credo anche bene, non so fare un altro mestiere, e poi perchè dovrei ricominciare, perchè dovrei imparare un lavoro nuovo alla mia età, solo perchè il mio stato psico-fisico mi impedisce di reggere i ritmi di un lavoro forse più adatto ai giovani?
Non avrei diritto di vedere riconosciuto il mio impegno in un lavoro che non tutti sarebbero in grado di svolgere e che mi sia concesso di andare in pensione prima di un collega che sta alla scrivania?
Faccio un lavoro speciale e vorrei che mi fosse riconosciuto il diritto di andare in pensione un po' prima dei 60anni o addirittura dei 65, come vorrebbe il nostro Ministro.
Inoltre, data la massa di lavoratrici appartenenti alla stessa generazione, quante potrebbero ottenere il trasferimento?
Alla luce di queste considerazioni, mi rivolgo al mio Sindacato, la CGIL, per chiedere di porre attenzione a questi miei interrogativi, facendo presente che sono disposta a collaborare, qualora fosse necessario il mio aiuto per promuovere iniziative volte al riconoscimento di questo mestire come "lavoro usurante".

Un caloroso saluto
Laura Sant

Grazie per il contributo. E' uno di quei casi che davvero meritano una grande attenzione. Purtroppo i governi su questo tema del riconoscimento dei lavori usuranti hanno fatto orecchi da mercante. E' sicuramente complesso, ma non lo si può più eludere, soprattutto in presenza dei tentativi di stravolgimento della riforma previdenziale, e dell'attacco in particolare alla condizione delle donne. Il moderatore



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11/03/2009 12.29.06
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Ultima: 11/03/2009 12.29.06

 
Basta condoni, arriva il nuovo piano fai-da-te

Ecco qui, come si combatte la crisi. Il Governo annuncia un provvedimento per farsi da soli le licenze edilizie. Almeno quelle per aggiungere qualche stanza alle case. Curioso, dopo gli ultimi episodi di alluvioni e disastri idrogeologici vari non sembrava che ci fosse una grande esigenza di toglier regole. Ci saremo sbagliati. Anche la fastidiosa abitudine del nostro territorio a svegliarsi di malumore e a terremotare ogni tanto, si vede che non è una buona ragione per fare noiosamente attenzione ai permessi. Il ragionamento potrebbe essere “In fondo perché stancarsi a fare i condoni? Si fa prima così”. Oppure tutto potrebbe essere nato da un equivoco sui termini: a furia di sentir invocare la necessità di un piano per combattere la crisi, il governo ha confuso la pianificazione con la sopraelevazione. I più alti ideali con gli attici aggiunti. Il cimento con il cemento. O forse si tratta solo di una incomprensione geometrica. Combattere la crisi economica richiede di guardar lontano, quando invece sembra che l’orizzonte si restringa, di investire quando non ci son risorse, di far studiare quando sembra più difficile. Insomma, bisogna saper fare la quadratura del cerchio.

Magari il governo ha solo una visione più tridimensionale della situazione. Oppure vuole andare oltre. Perché limitarsi alla semplice quadratura, si saranno detti. Facciamo direttamente la cubatura.




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11/03/2009 12.26.54
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Ultima: 11/03/2009 12.26.54

 

Una storia molto difficile la mia...
E di nuovo inmezzo al deserto del precariato.
Mi piacerebbe raccontarvela a voce.
E far parte di "voi"...
Grazie



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11/03/2009 12.25.20
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Ultima: 11/03/2009 12.25.20

 

Questo governo è una cosa scandalosa, ho letto oggi che dll di Brunetta approvato dal consiglio dei ministri di fatto mette a 40 anni di servizio effettivo la possibità per la pensione di anzianita di servizio, non si puo più riscattare gli anni della laurea e anche il servizio militare....,è ora di chiedere l'incostituzionalità di queste norme come disparità dei lavoratori pubblici con i lavoratori del privato questo riguarda anche le fascie orarie sulle malattie e decurtazione dello stipendio, basta non è più possibile sopportare tale discriminazione arroganza.



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10/03/2009 12.41.49
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Ultima: 10/03/2009 12.41.49

 
Basta con le mimose adesso leggi più serie

L’8 marzo, "festa della donna". Sorrisi abbracci e tante mimose per un rituale ormai senza senso. Sapevo che avremmo assistito all’ennesima melensa, stucchevole e imbarazzante giornata di "liberazione". Domanda: perchè non proviamo a dare meno mimose ma qualche legge di qualità condivisa che assicuri la svolta sia sul piano del lavoro che quello della sicurezza?



By Angelo Stelitano


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10/03/2009 12.37.25
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Ultima: 10/03/2009 12.37.25

 

TUTTO BENE TUTTO GIUSTO, MA QUANDO INCOMINCIAMO AD AGGREDIRE LE LEGGI CHE FANNO STRAME DEI LAVORATORI, VEDI LEGGE SUGLI APPALTI E LEGGE TRENTA?
QUANDO FACCIAMO SCIOPERARE LE BADANTI CHE COSI' DANNO UNA RISPOSTA ANCHE AL RAZZISMO CHE ALBERGA NON SOLO NEL GOVERNO E NEGLI ORGANI D'INFORMAZIONE?
CI VUOLE PIU' CORAGGIO PIU' INCISIVITA'!!!!!
SERGIO RUGGIERI
DELEGATO R.L.S. FARMACENTRO- JESI



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10/03/2009 10.04.24
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Ultima: 10/03/2009 10.04.24

 

Lo sciopero virtuale, per chi non lo sapesse, è una nuova forma di lotta – molto efficace – che consiste nel protestare contro il proprio datore di lavoro andando a lavorare senza percepire stipendio. Non si tratta di una grande novità: nell??antico Egitto, nella Grecia antica e nella Roma imperiale era molto diffuso. Se ne trovano ampie tracce anche nelle piantagioni di cotone del Usa del sud nella prima metà dell ‘800. Allo sciopero virtuale ha immediatamente aderito per solidarietà Raffaele Bonanni, ex-sindacalista ed attuale esponente di primo piano del PdL. Se quest'iniziativa avrà il successo che merita, verrà immediatamente introdotta la busta paga virtuale: ai lavoratori verranno spediti a casa a mezzo mail (chi non ha il PC, se lo compri, che ostacola il progresso e scongiura la crisi!) i cedolini paga, naturalmente senza soldi e senza accredito sul conto corrente. Ci saranno poi le ferie virtuali, quindici giorni di assoluto relax da passare nel posto di lavoro, poi la pensione virtuale cioè andare al lavoro fino a che non si tirano le cuoia ma naturalmente pagando il datore di lavoro per il disturbo e per l’assitenza sociale prestata. Sarà bellissimo, questo nuovo mondo virtuale. Poi, con il passare degli anni, anche questo passerà, e bisognerà inventarsi qualcos'altro.
Pur di salvare i privilegi di pochi, si spara a zero sui diritti di molti!!! E poi ci lamentiamo se l'italia è il paese del ben godi?. Così facendo, ognuno si arrangia come può in barba alle regole e leggi:chi è furbo va avanti, chi è onesto sta in dietro!
Perugia



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10/03/2009 10.00.36
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Ultima: 10/03/2009 10.00.36

 


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09/03/2009 17.26.16
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Ultima: 09/03/2009 17.26.16

 
Cari imprenditori, un pò di autocritica
E' fin troppo facile notare che da questa crisi, peggio dei banchieri, ne escono solo gli industriali. Non perché siano dei “corvi” (come li ha definiti il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola) che diffondono pessimismo ma perché hanno mancato l'occasione giusta per emergere come dei veri leader. Da due anni dagli scranni più alti della Confindustria sono arrivati messaggi a dir poco contraddittori senza nemmeno un cenno di autocritica. Nell'opinione comune gli imprenditori italiani, molti dei quali siedono, silenti, anche in Parlamento, stanno passando come coloro che da una parte approfittano della recessione per mettere in pratica scelte dolorosissime sul piano occupazionale che non sono riusciti a compiere prima per via della loro impopolarità, e dall'altra come coloro che non riescono a tirare avanti senza aiuti, sostanziosi, da parte dello Stato. Purtroppo questa è l'immagine degli industriali oggi, così come è emersa anche dall'ultimo deprimente balletto sugli aiuti di stato. Prima dovevano essere concessi solo all'auto, poi anche agli elettrodomestici, poi alle tv (perché, poi, dato che in Italia non c'è un solo produttore di tv?) poi perfino ai mobili. Alla lista di chi bussa alle casse pubbliche si sono messi in fila anche gli imprenditori della moda imbufaliti con i loro colleghi di altri settori industriali che hanno accusato di essere stati lobbisticamente molto “aggressivi”. Non è un bello spettacolo. Così come non è un bello spettacolo sentire il leader degli imprenditori affermare che ?il governo può fare di più”. Banalità. Anche gli imprenditori dovrebbero fare di più. Avrebbero dovuto fare di più. Dovranno fare di più. Ad esempio dovranno investire molto di più in ricerca e sviluppo e smettere di rincorrere i produttori asiatici nella fallimentare corsa alla riduzione del costo del lavoro. Non è questo ciò che un Paese si attende dalla sua classe dirigente che, invece di lamentarsi, dovrebbe usare tutto il proprio peso politico, la propria forza d'urto e la propria capacità per chiedere, quasi “imporre” al governo quelle riforme senza le quali la speranza di ripartire resta vana. Chiedere meno burocrazia, più investimenti pubblici in infrastrutture e un welfare che difenda i propri dipendenti (che chiamano democraticamente “collaboratori”) quando la furia delle recessione li colpisce.

È troppo sperare che un leader si comporti da leader e la smetta di piagnucolare.
By Angelo Stelitano


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08/03/2009 19.08.54
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Ultima: 08/03/2009 19.08.54

 

Ciao, sto lavorando ad un documentario sul precariato. Mi interesserebbe sapere di più sul tuo punto di vista. Il consumo precario fa parte degli item su cui sto lavorando.
Se hai voglia scrivi a progettoprecari@gmail.com

grazie

Oltre alla documentazione piuttosto corposa che possiamo fornire sull'argomento, da parte nostra è possibile dare un contributo specifico mettendosi in contatto con NIDIL CGIL (Nove Identità di Lavoro ) che segue questa particolare condizione di lavoro. Il moderatore



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08/03/2009 19.01.38
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Ultima: 08/03/2009 19.01.38

 

BUONGIORNO A TUTTI,DA 15 MESI MI TROVO SENZA LAVORO,(ERO TRA LE ALTRE COSE UN DELEGATO)ED IN FATTO DI TUTELA POTREI SCRIVERE UN LIBRO. LA MIA DOMANDA E GRADIREI RISPOSTA E' PERCHE' GLI ALTI VERTICI NON CONTROLLANO PIU SERIAMENTE L'OPERATO DEI PROPRI COLLABORATORI? SONO DEL PARERE CHE I RAMI SECCHI VANNO TAGLIATI E POI BRUCIATI CHI REMA CONTRO GLI IDEALI DELLA CGIL ALL'INTERNO DELLA STESSA PORTA A CONCLUSIONI DEVASTANTI ............... UN AFFETTUOSO SALUTO A CHI E' RIMASTO A QUEGLI IDEALI DEI DIRITTI DELL'UOMO. SANDRO.

Il senso della domanda è poco chiaro ed è quindi difficile dare una risposta altrettanto chiara. Il moderatore



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08/03/2009 18.52.53
1 risposte
Ultima: 16/03/2009 15.32.48

 

Buongiorno, sono un pensionato e spero che la questione che propongo qui di seguito possa essere di interesse dei lavoratori e della CGIL.
Come è noto, questo governo intende far svolgere il referendum per la legge elettorale nella domenica successiva a quella (7 giugno) in cui si terranno le elezioni per le Europee e per le amministrative. Il 21 giugno, poi, ci sarà un'altra tornata elettorale per i ballottaggi là dove sarà necessario.
Questa ipotesi ci costerà - a noi lavoratori, pensionati, contribuenti) almeno 400 milioni tra costi diretti e indiretti (www.lavoce.info.it). Aggiungo che il peso dei costi indiretti si riverbera perfino sulle famiglie che dovranno tenere i figli a casa per la chiusura delle scuole e quindi si tratta di costi 'indiretti' per modo di dire.
Per appoggiare la richiesta di accorpare anche il referendum il 7 giugno sono nati vari movimenti: il maggiore (cui ho aderito anch'io) ha aperto un gruppo su facebook: http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=137188630025
A mio avviso, l'unico sindacato veramente dalla parte dei lavoratori non dovrebbe esimersi dall'invitare i suoi iscritti ad aderire a questa sollecitazione che viene dai cittadini onesti e che hanno davvero a cuore le sorti del Paese, anche perchè pagano le nefaste conseguenze di incapacità e sprechi sulle loro pelle.
Mi auguro di avere vostre notizie positive a breve.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.
Piero Filotico

Non faremo mancare, a tempo debito, la nostra opinione. Il moderatore



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08/03/2009 18.50.05
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Ultima: 08/03/2009 18.50.05

 

basta! questi "esseri" che ci governano pensano che siamo tutti stupidi...piantiamola di considerarli ancora normali, combattiamo con tutte le armi a nostra disposizione per mandarli via, per impedire di radere al suolo il nostro paese, di metterci gli uni contro gli altri mentre loro sanguisugano a tutto spiano!!!è ora di dar voce a tutte le persone oneste che lavorano e che mandano avanti la baracca e relative sanguisughe, e SONO TANTE!!!ci vuole un patto tra generazioni, un patto tra lavoratori, un patto tra donne stanche di essere considerate schiave a servizio 24 ore su 24!!!ricominciamo a pensare di nuovo che anche nell'epoca della globalizzazione CI SONO ANCORA LE CLASSI SOCIALI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TORNIAMO ALLA REALTA'. pAOLA fRANZINI



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08/03/2009 13.27.41
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Ultima: 08/03/2009 13.27.41

 

ho 46 anni sono entrato in fabbrica a 14 anni nel 2004 la ditta fallisce,adesso mi trovo con un contratto a progetto di 9 ore a settimana... totale 200 euro al mese...e le 9 ore le svolgo il sabato notte....CGIL ...mi spieghi che c....fate.

Tutto quello che sai e che leggi della lotta della Cgil contro la crisi e per la tutela dei lavoratori ad essa più esposti . Ci vediamo a Roma alla grande manifestazione del 4. Il moderatore



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08/03/2009 13.22.57
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Ultima: 08/03/2009 13.22.57

 

Cerchiamo persone disposte a raccontarci le proprie esperienze e disavventure lavorative, precari, con qualunque tipo di contratto (scaduto oppure in corso), per la realizzazione di un documentario sul mondo del lavoro. Garantiamo l'anonimato a chi non ha voglia di esporsi in video, ma sia disponibile comunque a raccontarci la propria esperienza e a denunciare situazioni di abuso.

Chi è interessato potrà mandare una mail a progettoprecari@gmail.com

Grazie per la collaborazione



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08/03/2009 13.20.43
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Ultima: 08/03/2009 13.20.43

 

Avrei urgente necessità che qualche anima buona fondasse finalmente un "sindacato dei disoccupati" presto diventerebbe il più grande sindacato del paese, certo non potrebbe chiedere soldi agli iscritti, però presto potrebbe organizzare grandi manifestazioni senza pericolo di incorrere nelle sanzioni che regolamentano il diritto di sciopero. Già un disoccupato come fa a fare sciopero, come fa a farsi sentire, in questo paese se non eccedi, se non crei danno, se non crei disagio, nessuno ti considera. Solo oggi (forse) questa silenziosa categoria inizia ad essere presa in considerazione, non fosse altro per i grandi numeri che purtroppo iniziano a distinguerla, ma prima? Quando aveva senso parlare di ammortizzatori sociali, quando i numeri avrebbero ancora consentito di intervenire con una certa efficacia, perché nessuno ha mai veramente cercato di affrontare e risolvere il problema? Perché nessuno ha mai pensato di fondarlo questo sacrosanto sindacato dei disoccupati nonostante sia addirittura banale capire che un disoccupato si trova in una situazione più grave di uno che il lavoro ce l'ha.
Probabilmente se certi meccanismi di tutela fossero stati implementati anni fa, oggi ci troveremmo in una situazione meno grave. Ma giustamente col senno del poi si perde solo del tempo in polemiche sterili, resta comunque il fatto che quando si tratta di sostegno e aiuti nessuno parte mai veramente dagli ultimi.
Saluti da Esule.
p.s. Se servono idee su cosa bisogna fare chiamatemi pure ho un sacco di tempo libero essendo ovviamente un disoccupato.



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06/03/2009 9.06.33
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Ultima: 06/03/2009 9.06.33

 

Cgil.....svegliati!!! la csl e la uil sono già arrivati nei posti di lavoro.
..da soli senza la cgil.cercono di prendere consensi dai quei pochi lavoratori che partecipano alle loro assemblee! vabbe' ci siamo noi della cgil a metterli in difficoltà, ma dove non ci siamo?

siamo poco organizzati.dovete lavorare di più è meglio.
ada fiom milano

Aiutaci anche tu



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05/03/2009 12.37.09
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Ultima: 05/03/2009 12.37.09

 

cara cgil quando in piazza per protestare contro l'attuazzione dei contratti a progetto vera catastrofe del lavoro...nesuna copertura, ed in certi settori uso indiscriminato.....fai 6 mesi a progeto e poi...disoccupato...senza posss di disoccupazioneeventuale. l'azienda magari si prende anche la possibilita di lasciarti a casa prima e paga meno imposte...
in piazza anche per questo.
grazie



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05/03/2009 12.32.31
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Ultima: 05/03/2009 12.32.31

 

Facciamo proposte concrete e non chiacchiere. La mia è questa: la settimana del consumo precario. obiettivo: evidenziare quanto incide sull’economia se i precari e i loro famigliari e amici smettono di spendere, soprattutto in tempi di crisi. come fare: la prima settimana di ogni mese (o quando preferite, basta che sia in contemporanea in tutta Italia) astenersi tutti insieme (precari, parenti e amici veri dei precari) dall’effettuare acquisti, se non strettamente necessari (es. cambiare cellulare, parrucchiere, cinema, cene o quello che vi pare!). vedrete che se togliamo soldi al sistema dovranno per forza prenderci sul serio! se siete d’accordo divulgate il più possibile!! Silvio, 4 anni



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05/03/2009 12.30.01
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Ultima: 05/03/2009 12.30.01

 
buona sera io lavoro per una cooperativa sotto appalto in una azienda di trasporti..io ho un dubbio sulla mia cooperativa,
in pratica ci hanno abbasato la paga perche il dirigente dice di non starci piu dentro con i soldi che ricava con l'appalto...adesso ci da 5.39 di paga oraria e 0.44 di tredicesima e di 14 trecesima,piu 0.41 di ferie questo tutto lordo...
la mia domanda e sapere se puo pagarci cosi poco,e come se non bastasse ci adebbita gli errori di spedizioni,grazie aspetto con anzia una vostra risposta sulla mia mail... buona sera





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05/03/2009 12.28.22
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Ultima: 05/03/2009 12.28.22

 

cono convinto che la cgil questa volta ha tutte le carte in regola per finalmente affermare nel mondo del lavoro cosa sono i diritti fondamentali del vivere in democrazia.
dal referendum alla manifestazione a roma, ma soprattutto rappresentare pienamente la volontà dei lavoratori e della gente.



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05/03/2009 12.25.25
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Ultima: 05/03/2009 12.25.25

 

VOLEVO SAPERE SE E GIUSTO LAVORARE IN UN DEPERIBILE SENZA EFFETTUARE PAUSA SENZA INDENNIZZO PER IL DISAGIO DEL FREDDO PERCEPIRE LA PAGA ORA DI 6.20 CENTESIMI LORDI IL 50 PER CENTO DI CONTRIBBUTI L ANNO PAGARE LO STRAORDINARIO COME ORI NORMALI FARE LA FILA PER POTER ANDARE IN BAGNO NON POTERSI ISCRIVERE A UN SINDACATO ALTRIMENTI SI RISCHIA DI ESSERE LICENZIATI.MI DOMANDO SE QUALCUNO E INGRATO DI POTER METTERE FINE A QUESTA TIRANNIA.
.



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05/03/2009 12.23.31
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Ultima: 05/03/2009 12.23.31

 
Buongiorno a tutti.
Sono un dipendente della Comau di Borgaretto.
L'azienda fruisce dell CI ordinaria dal 12-01-09.
La crisi si fa in effetti sentire.Nelle scorse settimane tutte le rappresentanze sindacali dell'azienda sono state messe in CI.
L'ufficio preventivi di cui faccio parte per ora sta ancora lavorando.
Credo però sia grave quello che sta succedendo in quanto nonostante ci siano molti lavoratori a casa, parte della progettazione viene assegnata a sedi estere.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il sentir dire che uno dei preventivi che stiamo elaborando se (e solo se) porterà a prendere un ordine da parte del cliente verrà reindirizzato ad altri sedi non italiane.
Mi arrabbio in quanto in ufficio la linea giuda a riguardo di questo lavoro era se prendiamo l'ordine i ragazzi che sono a casa rientrano ma se quello che è stato detto è vero temo che non sia questa l'intenzione dei "valenti" manager che ci "guidano".

Fatemi avere notizie per cortesia.


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04/03/2009 17.28.06
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Ultima: 04/03/2009 17.28.06

 
Appello al Papa.
il Papa ha esortato le autorità politiche e civili, come anche gli imprenditori, ad un comune e forte impegno per tutelare, come «priorità», i lavoratori e le loro famiglie. Propongo al Papa di andare oltre...dia un segnale forte! L'8 x mille venga destinato al sostegno degli ammortizzatori sociali e a supporto di chi rimane , espulso dal lavoro senza tutele. Il buon esempio porterebbe sicuramente anche le altre chiese a destinare l'8 x mille a questa buona causa e a anche seguito lo Stato.

Gianna Morselli



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